Un membro della Flamsteed Astronomy Society osserva il transito di Mercurio - Greenwich, Regno Unito (LEON NEAL/AFP/Getty Images)

Riuscite a trovare Mercurio?

Il transito davanti al sole del pianeta più piccolo del sistema solare è stato l'evento astronomico del 2016, ma anche il più difficile da vedere

Un membro della Flamsteed Astronomy Society osserva il transito di Mercurio - Greenwich, Regno Unito (LEON NEAL/AFP/Getty Images)

Il transito di Mercurio di lunedì 9 maggio è stato osservato da milioni di persone in giro per il mondo, diventando uno degli eventi astronomici più seguiti del 2016. Le fotografie del più piccolo pianeta del nostro sistema solare, intento a passare davanti al Sole, sono state condivise sui social network e su molti forum di astrofili, che hanno osservato il fenomeno con cannocchiali e binocoli. Il transito è durato circa sette ore ed è stato visibile in buona parte del pianeta. Dagli Stati Uniti all’India, passando per l’Europa, molti osservatori hanno organizzato iniziative di vario tipo per osservare Mercurio, mettendo a disposizione le loro strumentazioni. Il transito era del resto visibile solo con l’aiuto di telescopi o binocoli, considerato che Mercurio è apparso come un puntino minuscolo, con un diametro apparente di circa un centosessantesimo rispetto a quello del Sole.

Riuscite a trovare Mercurio in queste foto?

Mercurio è il pianeta più interno del nostro sistema solare, quindi il più vicino al Sole, è il più piccolo e con l’orbita meno circolare. Non ha un’atmosfera e sulla sua superficie, rocciosa, le temperature oscillano tra i -173 °C durante la notte fino ai 427 °C durante il giorno. La Terra è quasi 17 volte più grande di Mercurio, che secondo gli astronomi è inoltre inattivo da miliardi di anni.

Si parla di “transito” quando un corpo celeste si interpone tra un osservatore e un altro corpo celeste che l’osservatore stava osservando. Il passaggio dei pianeti davanti al Sole è l’esempio più classico per descrivere il fenomeno; anche le eclissi sono dovute a un transito della Luna davanti al disco solare, ma mentre le eclissi sono molto evidenti, i transiti dei pianeti sono più difficili da identificare, e per questo fu possibile studiarli solo a partire dall’inizio del Seicento con l’invenzione del cannocchiale.

transito-mercurio

Mercurio e la Terra seguono le loro rispettive orbite, quindi solo quando si verifica un certo allineamento con il Sole è possibile vedere il transito del piccolo pianeta. Il fenomeno avviene ciclicamente o in novembre o in maggio, ogni 13 – 14 anni. Il transito di ieri era molto atteso perché per poterne vedere un altro completo, dall’Italia, si dovrà attendere novembre del 2039.

Studiando i transiti dei pianeti davanti al Sole, gli astronomi hanno imparato molte cose sul sistema solare e sulle orbite dei suoi corpi celesti, soprattutto secoli fa quando le tecniche di osservazione erano piuttosto limitate. Ancora oggi, i transiti sono molto importanti per scoprire la presenza degli esopianeti, quelli che si trovano all’esterno del nostro sistema solare. Per farlo si osserva una stella remota e si misurano le variazioni nella sua luminosità: se queste sono periodiche, è possibile ricostruire la presenza di un pianeta che passa davanti alla stella riducendone temporaneamente la luce visibile dalla Terra, un’indicazione indiretta della presenza del pianeta. Usando questo metodo, negli ultimi anni la missione Kepler della NASA è riuscita a identificare centinaia di esopianeti, tra i quali alcuni con caratteristiche simili a quelle della Terra.

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