Automobili in un concessionario Fiat (AP Photo/Antonio Calanni)
  • Auto
  • lunedì 18 aprile 2016

Aumentano le vendite di auto nuove in Europa

E vanno bene soprattutto il mercato italiano e il gruppo Fiat Chrysler: tra i "grandi", è quello che è cresciuto di più

Automobili in un concessionario Fiat (AP Photo/Antonio Calanni)

Nel primo trimestre del 2016 le vendite di auto nuove in Europa sono cresciute grazie anche ai risultati sopra la media del mercato italiano e del gruppo automobilistico Fiat Chrysler. Il gruppo tedesco Volkswagen, invece, è rimasto il primo in Europa ma la sua quota di mercato è scesa ai livelli minimi da cinque anni: c’entrano la concorrenza di altri costruttori e lo scandalo dei motori truccati iniziato lo scorso settembre.

A marzo le immatricolazioni di auto nuove in Europa (Unione Europea + EFTA, che comprende Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) sono cresciute del 5,7 per cento a 1,74 milioni di unità: si tratta del trentunesimo aumento mensile consecutivo, anche se inferiore alla media del primo trimestre 2016. In questo periodo le vendite sono cresciute dell’8,1 per cento a 3,93 milioni di unità, favorite soprattutto dai bassi costi del credito e del carburante e dagli alti sconti delle case automobilistiche. Secondo l’associazione europea dei costruttori d’auto ACEA – che ogni mese pubblica i dati del mercato continentale – le vendite di marzo sono state influenzate dalle vacanze pasquali, che hanno ridotto i giorni di apertura dei concessionari.

Com’è andata l’Italia
Tra i principali mercati nazionali europei, l’Italia è il paese dove le vendite di auto nuove sono cresciute di più: a marzo sono aumentate del 17,4 per cento a 190.381 unità, mentre nel primo trimestre 2016 la crescita è stata del 20,8 per cento per un totale di 519.123 auto. Le ragioni della nostra crescita a doppia cifra sono varie: dopo la crisi economica, il mercato dell’auto italiano ha ricominciato a riprendersi più tardi rispetto agli altri; inoltre i forti sconti delle case automobilistiche e i bassi tassi d’interesse stanno aiutando la ripresa della fiducia dei consumatori, spiegano gli esperti.

È andata bene anche la Francia, dove il mercato auto ha fatto segnare rispettivamente un +7,5 per cento a marzo (211.254 unità) e un +8,2 per cento nel trimestre (516.382 unità), mentre in Germania – primo mercato nazionale europeo per volumi – le vendite dello scorso mese sono rimaste stabili ma sono cresciute nel trimestre: del 4,5 per cento a 791.424 auto. Nel Regno Unito a marzo il mercato è cresciuto del 5,3 per cento, in linea con il +5,1 per cento del trimestre (518.707 unità); infine in Spagna marzo è stato un mese leggermente negativo (-0,7 per cento), ma nei primi tre mesi del 2016 le vendite sono cresciute del 6,9 per cento a 285.495 auto nuove. Nel complesso, il primo trimestre dell’anno è stato positivo per tutti i mercati nazionali europei, escluse Olanda (-10,2 per cento) e Grecia (-11,3 per cento).

Com’è andata Fiat Chrysler
Tra i grandi gruppi generalisti, nel primo trimestre 2016 FCA – di cui fanno parte i marchi Fiat, Jeep, Lancia, Chrysler, Alfa Romeo, Abarth, Dodge e Maserati – è stato quello che è cresciuto di più: +16,3 per cento a 264.262 unità, grazie soprattutto agli ottimi risultati del marchio Fiat (+16,9 per cento a 200.324 auto) e di quello Jeep (+22,5 per cento a 26.406 auto). La quota di mercato di FCA è passata al 6,7 per cento dal 6,2 per cento dello stesso periodo dell’anno scorso. Fiat Chrysler è andata bene anche a marzo, con un aumento delle vendite del 13,3 per cento a 110.592 unità.

Nel primo quarto dell’anno ha avuto invece qualche problema il gruppo Volkswagen: sui tre mesi le sue vendite sono cresciute del 3,5 per cento a 919.413 unità, ma il marchio omonimo è calato dello 0,5 per cento a 434.867 auto. Nel complesso il gruppo – di cui fanno parte i marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat, Porsche, Bentley, Lamborghini e Bugatti – ha perso un punto percentuale di quota di mercato, scendendo dal 24,4 per cento del primo trimestre 2015 al 23,4 per cento attuale: il dato peggiore dal 2011. Non è andata meglio a marzo, dove le vendite del gruppo sono cresciute del 2,3 per cento, mentre quelle del marchio Volkswagen sono calate dell’1,6 per cento.

Oltre che per FCA, il rallentamento del gruppo Volkswagen ha portato vantaggi anche ad altri concorrenti generalisti: in Europa nel primo trimestre 2016 il marchio tedesco Opel è cresciuto del 10,9 per cento, quello coreano Kia del 15,1 per cento, quello francese Renault dell’8,1 per cento e l’americano Ford del 7,7 per cento, solo per citare i dati migliori. Nel mercato premium, invece, il marchio Audi è cresciuto dell’11,9 per cento nel trimestre e dell’8 per cento a marzo, ma sui primi tre mesi del 2016 il rallentamento di Volkswagen ha comunque favorito i rivali tedeschi Daimler (+12,6 per cento Mercedes-Benz, +15,9 per cento Smart) e BMW (+12,5 per cento BMW, +8,7 per cento Mini), oltre al gruppo inglese Jaguar Land Rover (+40 per cento) e al marchio svedese Volvo, le cui vendite sono cresciute del 12,2 per cento.

Gennaio-marzo 2016, i 10 principali gruppi automobilistici in Europa per vendite e quote di mercato
1. Gruppo Volkswagen – 919.413 unità (+3,5 per cento) – 23,4 per cento
2. Gruppo PSA (Peugeot, Citroen, DS) – 405.991 unità (+5,1 per cento) – 10,3 per cento
3. Gruppo Renault (Renault, Dacia) – 364.032 unità (+7 per cento) – 9,3 per cento
4. Ford – 286.961 unità (+7,7 per cento) – 7,3 per cento
5. General Motors (Opel/Vauxhall, Chevrolet e altri marchi) – 269.317 (+10,7 per cento) – 6,8 per cento
6. Gruppo FCA – 264.262 unità (+16,3 per cento) – 6,7 per cento
7. Gruppo BMW – 254.041 unità (+11,8 per cento) – 6,5 per cento
8. Gruppo Daimler – 229.380 unità (+13 per cento) – 5,8 per cento
9. Gruppo Toyota (Toyota, Lexus) – 173.269 unità (+4,2 per cento) – 4,4 per cento
10. Nissan – 160.801 unità (-2,5 per cento) – 4,1 per cento

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.