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  • lunedì 4 aprile 2016

È iniziato il trasferimento dei migranti verso la Turchia

Le prime 131 persone sono arrivate da Lesbo con due navi: verranno trasferite in campi profughi turchi e poi espulse dal paese

(AP Photo/Emre Tazegul)

La mattina di lunedì 4 aprile due navi con a bordo complessivamente 131 migranti provenienti dall’isola greca di Lesbo sono arrivate a Dikili, nella Turchia occidentale: si tratta del primo gruppo di migranti arrivati via mare che la Turchia ha accettato di riaccogliere in cambio di vari aiuti economici promessi dalla Commissione Europea con un ampio accordo alcune settimane fa (anche se i termini dell’accordo non sono ancora chiarissimi, e verranno probabilmente chiariti man mano che verrà applicato). Le due barche sono arrivate da Lesbo mentre in questo momento sta aspettando di sbarcare una barca in arrivo da Chio, insieme a Lesbo una delle isole che in questi mesi è stata maggiormente interessata dall’arrivo di migranti dalle coste turche.

Patrick Kingsley, un bravo giornalista del Guardian che si occupa di immigrazione, ha raccontato su Twitter che le autorità hanno cercato di “nascondere” lo sbarco ai giornalisti utilizzando alcuni teloni di plastica. Una volta scesi dalle navi, i migranti sono stati fotografati e verranno probabilmente trasferiti in alcuni campi profughi turchi, in attesa di essere espulsi. In tutto secondo il governatore provinciale di Dikili oggi arriveranno 202 persone da Lesbo e Chio.

Ewa Moncure, una portavoce dell’agenzia di frontiera europea Frontex, ha detto che i migranti arrivati oggi a Dikili vengono principalmente dal Pakistan o dal Bangladesh e che hanno scelto di non presentare richiesta di asilo. Moncure ha aggiunto che sulle due barche non c’erano siriani, e che ancora non sa quando inizierà il loro trasferimento in Turchia. Nel frattempo un primo gruppo di siriani coinvolti nello scambio “uno per uno” previsto dagli accordi fra Turchia e Commissione Europea è arrivato in Germania: nella giornata di lunedì la Germania accoglierà in tutto 35 siriani, mentre secondo il quotidiano turco Daily Sabah diverse altre decine dovrebbero arrivare in Francia, Finlandia e Portogallo.

L’accordo fra Unione Europea e Turchia è stato criticato dalle principali ONG che si occupano di migranti perché a loro dire comporta la deportazione forzata di migliaia di migranti senza rispettare le leggi internazionali in materia di asilo politico. Uno dei punti fondamentali dell’accordo prevede sia che tutti gli immigrati che arriveranno sulle isole greche illegalmente via mare – compresi quindi siriani, afghani e iracheni, persone che con grandi possibilità possono ottenere asilo politico – verranno comunque rispediti in Turchia, ma che ad ogni persona che intenda chiedere asilo politico sia data la possibilità di farlo.

Non è ancora chiaro come potranno davvero conciliarsi questi due aspetti dell’accordo, e i suoi critici sostengono che nella pratica alle centinaia di migranti che arriveranno nelle isole greche verrà sostanzialmente impedito di presentare richiesta di asilo, oppure che nel migliore dei casi verranno comunque trasferiti – temporaneamente o in maniera permanente: non è ancora chiaro – in Turchia, dato che la Commissione Europea oggi la ritiene un paese “sicuro” (definizione contestata dalle principali ONG). La Commissione Europea si è anche accordata con la Turchia per accogliere nei propri territori un siriano che si trova già in Turchia per ogni siriano che la Turchia riaccoglie dalla Grecia, anche se questo “scambio” riguarderà solo una piccola frazione delle centinaia di migliaia di siriani ancora presenti in Turchia (la Commissione Europea ha fissato un tetto di 72mila siriani da accogliere nel 2016).

Intanto nei giorni scorsi ci sono state diverse proteste relative alla gestione dei migranti sia in Grecia sia in Turchia. Sabato mattina a Idomeni, il piccolo paese greco al confine con la Macedonia dove si trova il campo profughi più ampio di tutta la Grecia, decine di abitanti locali hanno chiesto che il campo venga evacuato immediatamente, sostenendo che alcuni migranti hanno occupato delle case vuote in paese. Nella stessa Dikili centinaia di persone hanno manifestato e firmato una petizione contro l’accordo fra Turchia e Unione Europea, spiegando di non volere sul proprio territorio un nuovo campo profughi per migranti. Al momento si trovano in Grecia circa 52mila migranti, bloccati da settimane in seguito alla chiusura della cosiddetta “rotta balcanica”. Nelle ultime settimane, anche in seguito all’entrata in vigore di alcuni passaggi dell’accordo che prevedono maggiore severità della Turchia nei confronti dei trafficanti, gli arrivi sulle isole greche sono notevolmente diminuiti.

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