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  • sabato 26 dicembre 2015

Chi era Zahran Alloush

Uno dei più importanti leader ribelli siriani è stato ucciso ieri a Damasco da un attacco aereo russo: era considerato un nemico del regime di Assad e più moderato dell'ISIS

Zahran Alloush, uno dei più importanti leader ribelli siriani, è stato ucciso ieri in un attacco aereo russo in Siria. Alloush era il comandante di Jaysh al Islam, una milizia ribelle islamista che secondo alcune stime dispone di decine di migliaia di combattenti. È stato ucciso vicino a Damasco, la capitale della Siria, dove le sue truppe controllano da anni Ghouta, un quartiere nord orientale della città. Alloush, che aveva 44 anni, era il figlio di un predicatore islamico che attualmente vive in Arabia Saudita, un paese che insieme alla Turchia era tra i finanziatori della sua milizia: Alloush, comunque, non era soddisfatto della quantità degli aiuti che ricevava, scrive Reuters.

Ghouta è considerata una zona importante per il governo siriano, perché è la più vicina al centro di Damasco che sia controllata ancora oggi dai ribelli: qui ci sono i centri di governo e le residenze dell’élite siriana, ed è qui che sono avvenuti alcuni degli attacchi più cruenti contro i civili da parte del regime del presidente Bashar al Assad. Nell’agosto del 2013, l’esercito siriano attaccò Ghouta con gas tossici uccidendo alcune centinaia di persone. Nonostante Ghouta sia sotto assedio da parte della Guardia Repubblicana dell’esercito siriano sin quasi dall’inizio della guerra, i ribelli sono sempre riusciti a resistere, anche grazie alla guida di Alloush, che ha contribuito ad unire le varie fazioni dell’area in un’unica unità.

Il governo russo sostiene che il suo intervento militare in Siria sia indirizzato sopratutto contro l’ISIS (o Stato Islamico), ma finora gran parte dei suoi attacchi aerei hanno colpito le zone del paese sotto il controllo di altri gruppi ribelli. Jaysh al Islam, il gruppo che era guidato da Alloush, si è spesso scontrato con l’ISIS e ha espulso, ucciso o arrestato molti membri dell’organizzazione che si trovavano nelle aree sotto il suo controllo. Lo scorso giugno Jaysh al Islam ha pubblicato un video in cui veniva mostrata l’uccisione di 18 miliziani dell’ISIS da parte di un gruppo di uomini vestiti di arancione, lo stesso colore che lo Stato Islamico fa indossare ai suoi prigionieri prima di ucciderli.

Alloush si è laureato in studi islamici a Medina, in Arabia Saudita, ed è stato per lungo tempo un oppositore del regime siriano. Venne arrestato nel 2009 con l’accusa di possesso d’armi, ma fu liberato nel 2011, tre mesi dopo l’inizio della rivoluzione, nel corso di un’amnistia con cui Assad svuotò le carceri di molti islamisti arrestati negli anni precedenti (una mossa che, secondo molti esperti, ha contribuito a radicalizzare il movimento ribelle fin dai primi mesi della rivoluzione).

Jaysh al Islam è una milizia islamista accusata spesso di crimini di guerra, come l’uccisione di prigionieri e l’utilizzo di scudi umani, ma è anche considerata più moderata dell’ISIS e del Fronte al Nusra, il gruppo che rappresenta al Qaida in Siria. In passato, Alloush aveva dichiarato che intendeva “purificare” Damasco dei suoi abitanti sciiti e alauiti – cioè l’orientamento dell’Islam a cui appartiene Assad, diverso dal sunnismo a cui appartengono i ribelli – ma successivamente aveva rinnegato le sue parole, attribuendole allo stress del combattimento. In un altro discorso, aveva auspicato che il governo della Siria dopo la rivoluzione venisse preso in mano da un gruppo di “tecnocrati” in grado di rappresentare le varie anime religiose ed etniche del paese. In passato, Alloush aveva lodato Osama bin Laden nel corso di un altro discorso.

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