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  • giovedì 5 Novembre 2015

«Cosa siamo diventati?»

Un discusso video girato in Israele mostra l'accoltellamento di una donna anziana che nessuno soccorre, mentre molti preferiscono inseguire l'aggressore

In questi giorni sta circolando sui giornali israeliani un video girato lunedì 2 novembre da una telecamera di sicurezza a Rishon Lezion, una città israeliana a sud di Tel Aviv: mostra un ragazzo palestinese accoltellare un’anziana donna israeliana per strada e poi scappare. Video del genere vengono pubblicati dai giornali israeliani da settimane, da quando cioè all’inizio di ottobre è iniziato un nuovo ciclo di violenze fra palestinesi e israeliani. Il motivo per cui si parlato molto di questo video, però, è che nessuno si è fermato a soccorrere la donna, preferendo inseguire il ragazzo palestinese (che in seguito è stato arrestato dalla polizia). La nipote della donna, che ha 80 anni e che al momento è in condizioni stabili, dopo l’aggressione ha criticato molto l’atteggiamento di queste persone in un’intervista alla rete televisiva israeliana Channel 2. La donna ha detto: «Vorrei dare una lezione a loro, più che al terrorista. Trenta persone hanno inseguito quel ragazzo: almeno una avrebbe dovuto fermarsi a soccorrere mia nonna. Credo che ciascuno debba farsi un esame di coscienza. Cosa siamo diventati?».

Il video mostra un incrocio stradale e si apre con alcune persone che corrono velocemente per scappare da qualcosa. A un certo punto compare un ragazzo vestito di nero: insegue un gruppo di persone che hanno appena attraversato le strisce e colpisce una donna anziana, che cade a terra. Appena dopo l’aggressione il ragazzo esce dall’inquadratura, e il video mostra diverse persone che cercano di inseguirlo. Nessuno però nei primi secondi dopo l’aggressione si è fermato a soccorrere la donna, e anzi nel video si vedono alcune persone che scavalcano o aggirano il suo corpo steso a terra per inseguire il ragazzo palestinese.

Nelle ore successive i giornali israeliani hanno scritto che il ragazzo è stato identificato come un 19enne di Hebron, in Cisgiordania. Prima di accoltellare la donna, aveva aggredito col coltello un uomo su un autobus. Poi è scappato per strada, ha aggredito la donna e un altro passante ed è stato chiuso dentro un negozio da un’altra donna, fino all’arrivo della polizia. Sul posto sono arrivate decine di persone che secondo il Jerusalem Post «hanno cercato di aggredire il terrorista, mentre altre incitavano la folla a ucciderlo. La polizia è riuscita a portarlo via prima che qualcuno potesse fare loro del male».

Dall’inizio delle violenze si è riparlato del problema di gestire una folla di persone arrabbiate che ha assistito a un attacco terroristico. Nel più grave fra gli incidenti recenti, il 18 ottobre un gruppo di israeliani ha tirato calci a un uomo eritreo di 29 anni che era stato scambiato per un sospetto terrorista dopo un’aggressione alla stazione dei bus di Beersheba, nel sud di Israele. L’uomo è morto poco dopo anche perché colpito da un proiettile sparato da una guardia di sicurezza. Dall’inizio di ottobre sono morti in seguito ad aggressioni o sparatorie 11 israeliani e 70 palestinesi.