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  • venerdì 18 Settembre 2015

Altri dubbi sul numero degli “esodati”

Dario Di Vico sul Corriere riflette sui dati di una ricerca, ora che non se ne parla più: e Giuliano Ferrara dice che al Foglio "l'avevano detto"

Giovedì sul Corriere della Sera Dario Di Vico – esperto sui temi del lavoro in Italia – ha riferito di alcuni nuovi dati e valutazioni sul tema degli “esodati”, i lavoratori rimasti senza copertura pensionistica in seguito a una legge del governo Monti, che erano stati protagonisti di polemiche politiche e accuse giornalistiche molto intense l’anno passato. Il numero dei lavoratori vittime del problema era già stato al centro di indagini e dubbi, e ora Di Vico sembra confortare quei dubbi che le polemiche abbiano sopravvalutato al dimensione del problema stesso e l’estensione delle sue conseguenze (venerdì sul Foglio Giuliano Ferrara ha ripreso l’articolo del Corriere per attaccare la presunta trascuratezza dei media nel riferirne a suo tempo).

Ma quanti sono ancora veramente gli esodati? La domanda rimbalza non da oggi nella Roma politica e come è scontato fornisce materiale di polemica e contrapposizione sia tra le organizzazioni dei pensionati forzati e il governo, sia tra le opposizioni e l’esecutivo. Nel mezzo di quella che ha assunto i tratti di una rissa arrivano i primi dati certi che quantomeno dovrebbero servire a dimensionare il fenomeno, a delimitarne il perimetro.

Tutto parte da un’iniziativa della commissione Lavoro del Senato che ha lanciato tra aprile e luglio 2015 un censimento online. La scheda da riempire è stata proposta alla Rete degli esodati ed elaborata con la loro collaborazione. Ebbene il risultato è sorprendente: le schede compilate sono state 1.645, il 41% di chi ha risposto ha tra i 55 e i 59 anni mentre il 57% rientra nella fascia 60-64 anni. Tra i 1.645 ex lavoratori censiti solo 1.177 sono persone che rientrano nella categoria degli esodati ovvero non hanno usufruito di nessuno dei sei provvedimenti di tutela che sono stati emanati a partire dalla contestata riforma Fornero (2011). La proporzione tra coloro che hanno risposto al questionario Senato-Istat e gli aventi diritto alla salvaguardia è del 71,6% ma è il numero assoluto a generare sorpresa. Nessuno finora poteva fornire un dato certo e nelle polemiche di tutti i giorni si è arrivato addirittura a indicare la cifra-monstre di 50 mila esodati, adesso abbiamo qualche elemento in più. E non è poco per quello che ne consegue in termini di scelte amministrative e di discussione politica.

(continua a leggere sul sito del Corriere)