Il sito archeologico di Palmira, in Siria. (JOSEPH EID/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 22 Maggio 2015

Cos’è Palmira

La storia e le foto della città famosa per la leggendaria regina Zenobia, oggi bellissimo sito archeologico della Siria conquistato dall'ISIS

Il sito archeologico di Palmira, in Siria. (JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

Due giorni fa lo Stato Islamico (o ISIS) ha preso il controllo di Palmira, un sito archeologico che si trova nella Siria centrale, nel mezzo del deserto siriano. L’ISIS ha conquistato anche Tadmor, la città fondata in prossimità delle rovine che prima era controllata e difesa dall’esercito siriano fedele al presidente Bashar al Assad. Della caduta di Palmira si sta parlando molto sui quotidiani di mezzo mondo, per due ragioni: sia perché con le ultime vittorie militari l’ISIS è arrivato a controllare il 50 per cento del territorio siriano, sia perché Palmira è un sito dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO ed è stato uno dei più importanti centri culturali del mondo antico.

Palmira è molto conosciuta soprattutto tra gli studiosi di storia antica per essere stata la capitale del Regno Indipendente di Palmira sotto il governo della regina Zenobia. Il regno di Palmira fu uno dei territori periferici dell’Impero romano, e uno dei più indipendenti, e Zenobia fu l’unica vero personaggio femminile rilevante in una posizione di potere vera nella storia dell’Impero romano. La città in realtà è citata per la prima volta in archivi risalenti al Secondo millennio a.C., col nome di Tadmor: il nome attribuito più di recente alla città costruita in prossimità delle sue rovine. Verso l’Undicesimo secolo a.C. Tadmor fu citata di nuovo negli archivi degli assiri, con il nome “Tadmor del deserto”: a quel tempo la città era già un importante snodo commerciale sulle vie che collegavano la Mesopotamia alla Siria settentrionale, ruolo che avrebbe mantenuto anche nei secoli successivi. Della storia successiva di Palmira si sa poco: quando la Siria passò sotto il controllo dei seleucidi nel 323 a.C., Palmira divenne indipendente e sviluppò un proprio dialetto semitico e un proprio alfabeto.

Palmira riuscì per un periodo a mantenere la sua indipendenza anche quando i romani fecero della Siria una loro provincia, prima di diventare il Regno Indipendente governato da Zenobia. Gli edifici più importanti di Palmira furono costruiti quasi interamente dai romani e dai loro alleati tra il Primo e il Terzo secolo d.C.: tra le altre cose i romani convertirono l’antichissimo santuario di Baal nel tempio di Giove, la divinità romana più simile a Baal (era una cosa che i romani facevano sempre, assimilare divinità locali a quelle romane). La città si sviluppò molto sotto i romani, prima di essere conquistata dagli arabi nel 634: da quel momento la sua importanza venne molto ridimensionata e Palmira andò in rovina.

Attorno a Palmira si combatteva da diverso tempo. Nelle prime fasi della guerra in Siria, a Tadmor c’era stata una ribellione subito controllata e fermata dal governo siriano. Tadmor è una città sunnita, a differenza del regime di Damasco controllato dagli alauiti, vicini agli sciiti. I rapporti tra i soldati che dovevano difendere Palmira e Tadmor e la popolazione locale erano da tempo piuttosto tesi: un giovane soldato impiegato a Palmira e proveniente da una zona della Siria alauita, scrive il New York Times, aveva ammesso di non sentire alcun tipo di connessione con gli abitanti della città e di avere paura che loro potessero ucciderlo alla prima occasione utile. Quando l’ISIS è entrato in città, i suoi miliziani hanno cominciato a uccidere tutti coloro che credevano essere alleati del governo siriano: molte persone si sono rifugiate in casa, per proteggersi dagli attacchi dell’ISIS e dai bombardamenti che nel frattempo Assad aveva ordinato di compiere.

Il sito archeologico di Palmira è stato da sempre la fonte principale delle entrate economiche della città di Tadmor, nonostante in molti ritenessero che per la bellezza del posto il turismo avrebbe dovuto essere molto maggiore, con migliori infrastrutture. Dall’inizio della guerra, nel 2011, le difficoltà economiche di Tadmor sono cresciute molto e il flusso di visitatori a Palmira si è interrotto. Il sito era già stato danneggiato in passato a causa dei bombardamenti: la paura di molti è che ora l’ISIS lo distrugga, anche solo parzialmente, come ha fatto in passato con Nimrud, la città che fu capitale dell’Impero assiro, e Hatra, città fondata dalla dinastia seleucide nel Terzo secolo a.C.