• Mondo
  • venerdì 27 Febbraio 2015

Le proteste ad Atene contro il governo

Gruppi di estrema sinistra si sono scontrati con la polizia durante una manifestazione contro le riforme annunciate da Alexis Tsipras per ottenere gli aiuti internazionali

Nella notte tra giovedì 26 e venerdì 27 febbraio circa 450 persone hanno manifestato ad Atene, in Grecia, contro il nuovo piano di riforme del governo di Alexis Tsipras, approvato a inizio settimana dai ministri economici dell’Unione Europea (Eurogruppo) e che permetterà al paese di ottenere un’estensione di quattro mesi del prestito internazionale per affrontare la sua profonda crisi economica. La manifestazione era stata organizzata dall’estrema sinistra, che contesta a Tsipras di non avere mantenuto le promesse delle campagna elettorale, quando annunciò che avrebbe rivisto le misure di austerità e richiesto ai creditori internazionali una rinegoziazione del debito.

La manifestazione è stata per lo più pacifica, ma nella notte nel centro di Atene circa 50 manifestanti hanno incendiato alcuni cassonetti e automobili, distrutto vetrine di negozi e danneggiato alcuni autobus del trasporto pubblico. La polizia è intervenuta per fermarli e ci sono stati diversi scontri, con lanci di lacrimogeni per disperdere i manifestanti più violenti. Alcune persone sono rimaste lievemente ferite.

Il piano di riforme del governo Tsipras, necessario per ottenere l’estensione del prestito internazionale, prevede regole più severe per contrastare l’evasione fiscale e la corruzione, una revisione del sistema pensionistico e una riduzione del numero di ministeri per ridurre i costi di amministrazione dello Stato. Il governo greco si è inoltre impegnato con le autorità europee a mantenere le privatizzazioni già avviate, ma si è riservato di rivedere il processo per le nuove privatizzazioni di altre aziende pubbliche. Tsipras ha rinunciato al progetto di aumentare il salario minimo, a differenza di quanto annunciato in precedenza, e si è impegnato a riformare il sistema degli stipendi dei dipendenti pubblici. Il governo ha comunque mantenuto riserve sulla possibilità di dare risorse economiche ai più indigenti, soprattutto buoni pasto e assistenza sanitaria, per contrastare quella che ha definito una “crisi umanitaria” del paese.

Le riforme annunciate dal governo Tsipras sono state approvate dall’Eurogruppo, ma continua comunque a esserci molto scetticismo sulla capacità della Grecia di mantenere i propri impegni. Il creditore internazionale più scettico è il Fondo Monetario Internazionale, mentre la Banca Centrale Europea ha chiesto che nelle prossime settimane il governo greco dia più dettagli sulle riforme annunciate, considerando il piano presentato a inizio settimana come un punto di partenza.

L’opinione della BCE è sostanzialmente condivisa dalla Germania, uno dei paesi che finora ha avuto più peso nell’imporre misure di austerità alla Grecia per riformarsi ed evitare il fallimento. Oggi il Parlamento tedesco ha votato a favore per ratificare la decisione assunta dall’Eurogruppo e dare di conseguenza il proprio appoggio al piano di Tsipras. Il governo greco sarà assistito dall’Unione Europea nella fase di sviluppo del piano e le prime verifiche sul suo avanzamento saranno eseguite in aprile.