L’UE ha approvato il piano della Grecia

Gli aiuti economici saranno estesi per quattro mesi: il governo Tsipras guadagna tempo ma si è impegnato a mantenere le privatizzazioni e rinunciare (per ora) alle sue promesse

Aggiornamento delle 16:50
I ministri economici dell’eurozona hanno approvato il piano di riforme presentato nella notte dal governo della Grecia di Alexis Tsipras, ma con molte cautele cui si sono aggiunte gli scetticismi del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea, due dei creditori del paese, che chiedono più dettagli. L’Eurogruppo si aspetta che molte delle promesse elencate nella lettera alle autorità europee siano avviate e mantenute entro poche settimane, in modo da fare già ad aprile un primo punto sul loro avanzamento. È probabile inoltre che siano richieste modifiche ad alcune delle riforme annunciate. Ogni paese membro dell’eurozona dovrà approvare formalmente il piano, e in alcuni paesi come la Germania e i Paesi Bassi sarà necessario un voto parlamentare. La borsa di Atene è arrivata a guadagnare il 9,8 per cento, concludendo una delle sue migliori sedute degli ultimi mesi.

Il breve comunicato dell’Eurogruppo diffuso dopo la riunione:

L’Eurogruppo oggi ha discusso il primo elenco di riforme presentato dalle autorità greche, basato sull’attuale accordo, che sarà ulteriormente approfondito con le istituzioni internazionali al massimo entro la fine di aprile. Le istituzioni coinvolte ritengono che questo elenco di riforme sia sufficiente come punto di partenza.

Abbiamo di conseguenza concordato di procedere seguendo le procedure previste per stabilire un’estensione di 4 mesi dell’attuale “Master Financial Assistance Facility Agreement”.

Chiediamo alle autorità della Grecia di sviluppare ulteriormente e di espandere il suo piano di riforme, sulla base dell’attuale accordo, coordinandosi con le istituzioni in modo da arrivare a una rapida ed efficace conclusione del processo di revisione.

Il governo Tsipras si è impegnato ad attuare una riforma del sistema delle imposte, a rivedere la spesa pubblica e il mercato del lavoro, mantenendo comunque la possibilità di intervenire per dare assistenza e sostegno economico ai più indigenti. Nella lettera si parla anche di iniziative tese a riportare crescita economica in Grecia, ma non sono elencate molto chiaramente le soluzioni che potranno essere adottate per farlo. Il governo greco si riserva di rivedere i programmi di privatizzazione di alcune grandi aziende pubbliche non ancora avviati, e di mantenere invece quelli già in corso, e di mantenere gli impegni per quanto riguarda il bilancio pubblico. Questa sera alle 20 ad Atene è previsto un Consiglio dei ministri straordinario per discutere gli ultimi sviluppi.

***

Nella notte tra lunedì e martedì il governo della Grecia di Alexis Tsipras ha reso pubblica una sintesi del suo nuovo atteso piano di riforme, necessario per ottenere un’estensione di quattro mesi del prestito che il paese ha ricevuto da Unione Europea, Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI) negli ultimi anni per contrastare gli effetti della sua grave crisi economica ed evitare il fallimento. Il piano è stato proposto ai ministri economici dell’eurozona (Eurogruppo), che lo discuteranno oggi per verificare che sia coerente con quanto pattuito alla fine della settimana scorsa per avviare l’estensione del debito. La Commissione Europea in mattinata ha dato un proprio parere positivo, che comunque non è vincolante e serve solo come consulenza per l’Eurogruppo.

Per il governo di Tsipras è un passaggio fondamentale per assicurare risorse economiche alla Grecia e per mantenere, almeno in parte, le numerose promesse anti-austerità formulate prima delle elezioni politiche greche.

Il piano impegna la Grecia ad attuare una serie di riforme di vario tipo, per ottimizzare la sua spesa pubblica e per iniziare a recuperare risorse in vari ambiti economici. I punti salienti sono:

• revisione dell’attuale sistema delle imposte per renderlo più equo e omogeneo;
• misure più incisive e nuove soluzioni per contrastare la corruzione e l’evasione fiscale;
• nuove regole e risorse per le forze di polizia per bloccare il contrabbando di tabacco e carburante, uno dei problemi più seri per l’economia greca;
• sviluppare nuove politiche del lavoro per quanto riguarda i contratti nazionali, con modifiche alle possibilità di negoziazione;
• offrire più assistenza e dare più risorse ai disoccupati, soprattutto per quanto riguarda la sanità e la possibilità di mantenere una casa;
• impegno a non modificare le privatizzazioni già avviate a rivedere quelle ancora da lanciare;
• impegno a mantenere gli obiettivi sui bilanci già stabiliti, a patto di intervenire
• riduzione dei ministeri.

Il piano presentato alle autorità europee e al FMI è naturalmente più dettagliato e preciso negli obiettivi che la Grecia vuole ottenere e su come potrà raggiungerli. Il piano dovrà essere approvato dai creditori e nel complesso contiene diversi provvedimenti che erano già stati annunciati nei giorni scorsi, e che rappresentano secondo molti analisti almeno una parziale prosecuzione delle politiche di austerità e quindi un’altrettanto parziale resa del governo greco alle richieste delle istituzioni europee. Nel caso di una mancata approvazione, la Grecia potrebbe non usufruire dell’estensione del debito e ci potrebbero essere nuovi timori legati al suo fallimento o alla sua uscita dall’euro.

Questo grafico di BBC riassume efficacemente l’entità dei debiti che negli ultimi anni la Grecia ha contratto, per lo più all’estero, per mantenere la propria economia. Il debito complessivo è pari a 323 miliardi di euro: il 60 per cento di questi sono stati forniti dai paesi dell’eurozona attraverso i vari meccanismi per stabilizzare l’Unione Europea negli anni più difficili della crisi economica, mentre il 10 per cento circa è stato messo a disposizione dal FMI. La BCE ha partecipato con una quota del 6 per cento, il resto sono debiti contratti attraverso la vendita di altri titoli di stato a banche e ad altre istituzioni finanziarie.

debiti-grecia

Oltre alle riforme per ottimizzare la spesa e ridurre gli sprechi, il piano del governo greco prevede una serie di misure per fermare quella che Alexis Tsipras ha definito la “crisi umanitaria” del paese. L’obiettivo è spendere almeno 60 milioni di euro per dare aiuti alle famiglie che non riescono nemmeno a permettersi il pagamento delle bollette della corrente elettrica. Altri 750 milioni di euro faranno parte di un programma per offrire buoni pasto ai più indigenti. Con questi provvedimenti Tsipras vorrebbe bilanciare le riforme che non si può rifiutare di portare avanti, se vuole ottenere l’estensione del debito, con le numerose promesse fatte in campagna elettorale quando disse di essere pronto a contrastare i creditori della Grecia per impedire loro di imporre nuove politiche di austerità.

La disoccupazione in Grecia ha raggiunto il 25 per cento, con quella giovanile che è pari quasi al doppio. Il debito pubblico del paese è pari al 175 per cento del suo prodotto interno lordo (PIL). Centinaia di migliaia di persone non ricevono gli stipendi e il sistema sanitario è in profonda crisi.

I creditori internazionali decideranno oggi se accettare o meno il piano proposto dalla Grecia. Anche per questo motivo il governo greco da giorni sta facendo pressioni per assicurarsi che sia approvato. Il ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, ha detto che nel caso di una bocciatura il piano di salvataggio della Grecia sarà “morto”. Come si è reso evidente nelle trattative della settimana scorsa, in realtà il governo greco non ha molte possibilità di imporre proprie condizioni ai creditori, che da settimane chiedono il rispetto dei termini fissati quando fu concesso il prestito.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.