• Italia
  • venerdì 20 febbraio 2015

L’operazione “Triton” sarà estesa

La Commissione UE ha deciso che la criticata operazione per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo durerà almeno fino alla fine del 2015 e sarà finanziata con altri 13 milioni

La Commissione europea ha deciso che sosterrà l’Italia nel fare fronte ai flussi migratori dal Mediterraneo, prolungando l’operazione “Triton” almeno fino alla fine del 2015 (sarebbe dovuta durare «solo pochi mesi») e mettendo a disposizione nuovi fondi di emergenza per un totale di 13,7 milioni di euro oltre a quelli già stanziati. I finanziamenti aggiuntivi saranno prelevati dal Fondo Asilo, migrazione e integrazione. «Non possiamo sostituire l’Italia nel controllo dei suoi confini, ma possiamo darle una mano. Il messaggio che mandiamo è molto semplice: l’Italia non è sola. L’Europa è al fianco dell’Italia», ha detto il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos.

Il mandato di “Triton” – che consiste nel controllo delle acque internazionali solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane, e non nel soccorso – non verrà però modificato. Sulla questione dell’immigrazione sono comunque previste diverse riunioni in Europa: il 4 marzo quella della Commissione e il 12 marzo quella tra i ministri degli Interni dei vari paesi membri. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha commentato il rafforzamento dell’assistenza all’Italia dicendo: «È un primo passo in risposta alle sollecitazioni del Governo italiano: confidiamo che al vertice dei commissari del 4 marzo siano definite ulteriori azioni per far fronte all’urgenza della sfida».

A “Triton” partecipano 21 paesi, ed è stata finanziata dall’Unione europea con fondi che vanno da 1,5 a 2,9 milioni di euro al mese: circa due terzi in meno di quanti erano destinati a Mare Nostrum, operazione militare e umanitaria decisa dal governo guidato da Enrico Letta il 14 ottobre 2013 e iniziata ufficialmente il 18 ottobre dello stesso anno a cui partecipavano personale e mezzi navali e aerei della Marina Militare (la quota maggiore), dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto. Sulle navi era presente anche il personale degli uffici immigrazione per l’identificazione dei migranti direttamente a bordo e uno staff medico per i controlli e gli interventi sanitari.

“Mare Nostrum” non era comunque la sola iniziativa attiva nel Mar Mediterraneo: affiancava “Hermes”, attivata dall’agenzia UE che promuove la sicurezza e la gestione dei confini, Frontex, e il cui scopo era di contrastare l’immigrazione irregolare da Tunisia, Libia e Algeria verso le coste italiane; e c’era, sempre promossa da Frontex, “Aeneas” nel mar Jonio, per vigilare sulle coste pugliesi e calabresi. “Triton” era partita il 1 novembre del 2014 sostituendo le missioni già attive. In seguito alle morti degli ultimi giorni, l’operazione è stata molto criticata. “Triton” non è mai stata concepita per sostituire “Mare Nostrum”, concentrandosi sul controllo della frontiera e non nel soccorso.

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