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  • lunedì 2 Febbraio 2015

Kobane dopo l’assedio

Le nuove fotografie di Bulent Kilic dalla città siriana che «non esiste più»

La battaglia di Kobane, la città siriana al confine con la Turchia occupata in parte dai miliziani dello Stato Islamico (IS), è sostanzialmente conclusa, nonostante ai margini della città continuino a esserci dei combattimenti. Lunedì 26 gennaio l’Osservatorio siriano per i diritti umani, un’organizzazione non governativa pro-ribelli con base a Londra, ha annunciato che i curdi – con l’aiuto aereo della coalizione internazionale – hanno riconquistato quasi tutta Kobane. I bombardamenti e i combattimenti sono durati circa quattro mesi e hanno praticamente distrutto la città («Ci hanno detto che Kobane non esiste più» ha dichiarato un rifugiato al Guardian). Molti abitanti se ne sono andati, interi quartieri sono disabitati, quasi tutti gli edifici sono stati distrutti e le macerie sono sparse ovunque. Diversi giornalisti, dopo la liberazione, sono potuti entrare a Kobane per raccontare e fotografare quel che era rimasto. Tra loro anche Bulent Kilic di Agence France-Presse, scelto come miglior fotografo di news del 2014 dalla rivista TIME, di cui qui avevamo pubblicato le prime foto.

Sabato 31 gennaio due combattenti dell’IS hanno detto in un video di essere stati costretti alla ritirata da Kobane dopo che i bombardamenti continui guidati dagli Stati Uniti avevano distrutto tutte le loro postazioni in città: «Gli aerei da guerra ci stavano bombardando notte e giorno. Hanno bombardato tutto, anche le moto», ha detto uno di loro. Hanno però aggiunto che attaccheranno di nuovo per sconfiggere i soldati curdi siriani del YPG e i peshmerga, combattenti curdi iracheni. E questo nonostante Kobane non si trovi in una zona importante per controllare risorse energetiche o per garantire la sicurezza di linee di comunicazione o rifornimento: Kobane è diventata per i combattenti dello Stato Islamico una specie di simbolo. Nelle ultime settimane, nel tentativo di rispondere all’offensiva curda, lo Stato Islamico aveva inviato a Kobane circa 140 combattenti, per lo più ragazzi giovani e poco addestrati.