• Cultura
  • martedì 18 Novembre 2014

Un anno in tv con lo stesso abito

Un presentatore australiano ha fatto questo esperimento – e nessuno se n'è accorto – per dimostrare come uomini e donne vengano trattati diversamente anche su questo argomento

Karl Stefanovic ha 40 anni, è un personaggio televisivo australiano e conduce insieme a Lisa Wilkinson Today, un programma quotidiano molto seguito su Channel Nine. Spinto dal fatto che la sua collega affronta quotidianamente critiche, commenti e consigli non richiesti da parte degli spettatori su come è vestita o su come dovrebbe vestirsi, Stefanovic ha deciso di fare un esperimento su di sé. Per un anno consecutivo, con due sole eccezioni, ha indossato lo stesso abito blu cambiando solo camicia e cravatta, solo per vedere se qualcuno lo avrebbe notato. La risposta è stata no: in un anno nessuno se ne è accorto, nessuno ha commentato.

Stefanovic – che è un personaggio piuttosto originale e aveva fatto parlare di sé qualche anno fa per aver raccontato una barzelletta sul Dalai Lama al Dalai Lama –  ha rivelato di questa sua protesta-esperimento solo lo scorso fine settimana ricevendo a quel punto centinaia di messaggi, la maggior parte dei quali di sostegno e apprezzamento. Il suo obiettivo, ha spiegato, era mostrare il doppio standard sessista che esiste tra uomini e donne sul posto di lavoro, soprattutto nel mondo dei media. «Io vengo giudicato per le mie interviste, per il mio senso dell’umorismo, per come faccio il mio lavoro, mentre le donne sono spesso giudicate prima per quello che indossano o per come portano i capelli».

Van Badham, scrittrice femminista australiana, ha descritto l’esperimento di Stefanovic come parte di un movimento sempre più ampio di uomini che forniscono un contributo significativo al femminismo: «Questo atto non è banale: è l’esempio di una vera e propria empatia che riconosce quando le condizioni sono ingiuste e agisce per cambiarle». Jezebel – sito che si definisce femminista e che ha una redazione di sole donne – ha scritto: «Divertente e interessante, l’esperimento ha semplicemente dimostrato qualcosa che sappiamo già tutti, il doppio standard che le donne devono affrontare giorno dopo giorno. Non è una novità il fatto che ci sia un enorme divario di genere tra uomini e donne non solo in generale ma anche su questo preciso punto, e cioè su che cosa indossano. Specie se si tratta di persone famose. Non sorprende dunque che nessuno abbia detto un bel niente».

Meg Watson, giornalista neozelandese, ha infine anticipato una possibile obiezione all’esperimento: «Anche se gli abiti da uomo sono certamente più difficili da distinguere rispetto ai modelli e agli stili possibili di abbigliamento di una donna, c’è un punto importante: il fatto che nessuno se ne sia accorto dimostra che a nessuno importa davvero. Ed è assolutamente un bene: non c’è una vera ragione per cui dovremmo preoccuparci di quello che uno si mette in un programma televisivo. Ma questa regola deve essere applicata per tutti».