• Cultura
  • domenica 16 novembre 2014

I rifugi israeliani, visti da vicino

Daniel Terna ha fotografo i rifugi sotterranei costruiti in Israele per proteggere la popolazione da bombe e missili (sono «i posti più tranquilli» del paese, ha raccontato)

Daniel Terna è un fotografo di Brooklyn, negli Stati Uniti, che nel 2007 ha trascorso sei mesi in Israele. Gli elementi che lo hanno colpito di più nell’architettura del paese, ha raccontato in un’intervista a Slate, sono i rifugi antimissile. È dal 1951, praticamente dalla nascita dello stato di Israele, che in tutto il paese ogni costruzione deve essere dotata per legge di un rifugio a prova di bomba. Durante la sua visita, Terna ha scoperto che questi rifugi sono spesso lasciati aperti, in modo che possano essere utilizzati da chiunque in caso di attacco improvviso. Grazie a questo fatto, Terna ha potuto visitarne e fotografarne parecchi, da quelli costruiti vicino a un parco giochi, con pareti dipinte con personaggi dei cartoni animati, a quelli che contengono un intero studio per dentisti. Sono luoghi silenziosi e deserti, ha spiegato il fotografo, dove non filtrano i rumori dell’esterno e l’unica cosa che si può sentire è il ronzio delle luci al neon. Paradossalmente, ha raccontato, nonostante i rifugi siano costruiti per la guerra «sono i posti più pacifici che ho visto in Israele». Con queste foto, Terna ha realizzato un progetto fotografico che sarà in mostra a New York e poi a Los Angeles.

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