• Cultura
  • giovedì 13 Novembre 2014

Matematica da pausa caffè

Un po' di pagine dal nuovo libro di Maurizio Codogno, matematico e blogger del Post, per chi è in cerca di nuovi argomenti di conversazione

Codice edizioni ha pubblicato il libro Matematica in pausa caffè di Maurizio Codogno, matematico e blogger del Post. Il libro, che contiene alcuni degli articoli scritti da Codogno per il blog sul Post insieme ad altri testi mai pubblicati, vuole dimostrare che la matematica non è solo la materia ostile e noiosa che si studia a scuola ma è una parte della vita di tutti i giorni (dalle code nel traffico agli ascensori, da Google ai dadi, dai file troppo compressi alle scommesse) e può essere un buon argomento di conversazione davanti alla macchinetta del caffè.

Il libro sarà presentato giovedì 13 novembre a Roma (ore 18.30 Palazzo delle Esposizioni) e sabato 15 novembre a Milano (ore 11.00, Castello Sforzesco, Portico dell’Elefante, Area Bar: sarà uno degli eventi di BookCity). Di seguito l’introduzione e uno dei capitoli del libro.

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Il 78,2 per cento degli italiani ritiene che la matematica sia “difficile”. Addirittura il 42 per cento di loro afferma di avere “paura della matematica”. Che dire, di fronte a questi dati? Una cosa è indubbiamente vera: la matematica a livello universitario è difficile. E allora? Anche preparare un cappuccino a regola d’arte non è affatto semplice, e io rimango stupito ogni volta che un barista versa il latte nella tazza e crea il disegno di una foglia o di un cuore. Io non saprei nemmeno da dove iniziare a fare qualcosa del genere: ciò non toglie che possa azionare la mia macchina per il caffè e prepararmi un cappuccino esteticamente non perfetto ma comunque più che onorevole al gusto.

Purtroppo i programmi scolastici impongono che gli studenti ottengano “competenze” che al 99 per cento delle persone non serviranno mai nella vita, e non capita molto spesso la fortuna di trovare un professore davvero bravo, non solo in grado di fare notare che la vita quotidiana è piena di matematica – lo dicono in tanti, e onestamente la cosa inizia a stufare un po’ – ma soprattutto che spieghi come si possano comprendere le idee matematiche anche senza mettersi a fare chissà quali conti. Qualcuno potrà obiettare che se non si fanno conti non è davvero matematica: secondo me è solo una scusa che tirano fuori per continuare a tenersene al largo. Non mi metto a raccontare le solite trite storie su quanto è bella la matematica: io sono assolutamente convinto che lo sia, ma non sono in grado di spiegare perché lo sia. Dico però che ci passano sotto gli occhi tante cose che magari sono difficili da dimostrare in maniera formale, ma si possono capire intuitivamente e raccontare come aneddoti mentre si fanno due chiacchiere alla macchinetta del caffè. In fin dei conti in quei pochi minuti ci capita di parlare di cinema, di economia, di politica, e non è che siamo tutti premi Oscar, Nobel o politici: perché allora non possiamo chiacchierare di temi matematici curiosi?

Questo libro è la raccolta di tanti piccoli argomenti, tutti trattati in tre o quattro pagine e pensati come se fossero da raccontare a chi matematico non è. Sì, a volte ci sono degli esempi numerici, ma garantisco che potete fidarvi del risultato. C’è anche qualche figura, ma non troppe, perché un disegnino da solo serve davvero a poco nonostante quello che si sente dire: se poi trovate qualche formula, garantisco che l’ho inserita solo per il suo valore estetico, e anche se la saltate a piè pari non succederà nulla. Non penserete mica di fare i disegnini o scrivere formule usando la palettina fornita dalla macchinetta e la schiuma del cappuccino?

Nel testo troverete cinque sezioni. Aritmetica ha le risposte ad alcune domande che probabilmente vi siete posti ai tempi della scuola e poi avete dimenticato; Paradossi, probabilità, previsioni raccoglie problemi che a prima vista sembrano impossibili ma a un esame più attento risultano del tutto logici; Giochi… beh, come dice il titolo, tratta di giochi, di azzardo e non; Andando in giro tratta esempi che si possono trovare quando ci si muove per strada e altrove; infine Computer e standard tratta questioni un po’ meno legate alla matematica, anche se c’è chi è convinto che l’informatica non sia altro che matematica sotto mentite spoglie. Ciascun capitoletto può essere letto da solo, anche se a volte ci sono dei richiami ad altri capitoli in cui un certo tema è trattato in modo un po’ diverso; alcuni degli argomenti vi saranno forse noti, ma spero che anche in quel caso saprò trattarli in modo diverso da quello che conoscevate. Oltre a farvi divertire con le curiosità che racconto nel libro, cercherò di far comprendere in modo intuitivo cosa c’è davvero sotto: appartengo alla scuola che ritiene che scopo della matematica sia fondamentalmente creare modelli che poi verranno più o meno perfettamente applicati alla realtà, e la vera sfida sia riuscire a farsi un’idea della struttura logico-matematica di quello che ci circonda. Saper risolvere equazioni o calcolare integrali non ci serve a molto nella vita di tutti i giorni, e se proprio ci serve possiamo sempre prendere un computer e dargli in pasto la formula.

Se però non abbiamo un’idea qualitativa di cosa dobbiamo aspettarci, corriamo davvero il rischio che qualcuno sfrutti una massa di numeri e formule piazzati più o meno a caso per propagare una bufala, sfruttando l’innumeratezza (l’analfabetismo numerico) della gente. È da fine 2012 che circola su Facebook e altrove questo testo: «Ieri il Senato della repubblica ha approvato con 257 voti favorevoli e 165 astenuti il disegno di legge del Senatore Cirenga che prevede la nascita del fondo per i “parlamentari in crisi” creato in vista dell’imminente fine legislatura. Questo fondo prevede lo stanziamento di 134 miliardi di euro da destinarsi a tutti i deputati che non troveranno lavoro nell’anno successivo alla fine del mandato». Quanti di quelli che l’hanno letto e condiviso non hanno nemmeno sommato il numero di voti indicati, per accorgersi che erano più dei membri del Senato, o diviso la somma stanziata per i meno di mille parlamentari, per scoprire che ciascuno di essi avrebbe ottenuto più di 130 milioni? Di matematica ne serviva poca, di buon senso non molto di più: se la prima non vi spaventerà, sono certo che del secondo ne avete più che a sufficienza.

Ah, dimenticavo: le statistiche che ho riportato all’inizio me le sono inventate sul momento. Per favore non condividetele su Facebook…

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