A Maastricht c’è fibrillazione per il ritrovamento di uno scheletro

Alcuni esperti sostengono che sia quello del conte francese a cui si ispirò Alexandre Dumas per il personaggio di d'Artagnan, ma è ancora tutto da vedere

Lo scavo aperto nel pavimento all'interno della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Wolder, un quartiere di Maastricht, nei Paesi Bassi, 25 marzo 2026 (Piroschka van de Wouw/Reuters)
Lo scavo aperto nel pavimento all'interno della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Wolder, un quartiere di Maastricht, nei Paesi Bassi, 25 marzo 2026 (Piroschka van de Wouw/Reuters)
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Da febbraio Wolder, un piccolo quartiere alla periferia ovest di Maastricht, nei Paesi Bassi, è al centro di una vicenda che ha attirato la stampa internazionale. All’interno della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, all’inizio dell’anno, è stato trovato uno scheletro che secondo alcuni studiosi potrebbe essere appartenuto al conte francese a cui si ispirò Alexandre Dumas per il personaggio di d’Artagnan, protagonista della popolare opera ottocentesca I tre moschettieri.

L’analisi delle ossa è ancora in corso e non è chiaro se sarà possibile estrarre il DNA e ricostruire con certezza l’identità della persona sepolta. Intanto però a Maastricht c’è grande fermento per il prestigio e i guadagni che la scoperta, se dovesse essere confermata, potrebbe portare alla città.

Il soldato a cui si ispirò Dumas si chiamava Charles de Batz de Castelmore, conte d’Artagnan, ed era vissuto nel Seicento in Francia. Era stato ucciso da un proiettile alla gola a Maastricht il 25 giugno 1673, durante l’assedio francese della città nella guerra d’Olanda. Nessuno ha mai saputo dove fosse la sua tomba ma la storica francese Odile Bordaz, che ha scritto numerosi libri su Charles de Batz de Castelmore, sostiene da anni che sia stato sepolto nella chiesa più vicina al luogo in cui era stato ucciso, come era consuetudine nei periodi di guerra.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Wolder è stata costruita dopo la morte di de Castelmore ma si trova nello stesso punto dove prima c’era un’altra chiesa.

Il ritrovamento dello scheletro è avvenuto sotto le piastrelle del pavimento, nella zona immediatamente di fronte a dove adesso si trova l’altare. Non è chiarissimo però come si sia arrivati alla scoperta. A marzo alcuni giornali avevano scritto che era stata casuale, in seguito al cedimento di parte del pavimento. In un articolo di pochi giorni fa il New York Times ha raccontato invece che il diacono della chiesa di Wolder, Jos Valke, aveva istituito un’associazione non profit con altre persone del quartiere e avviato una ricerca con i metal detector che era poi finita con uno scavo sotto alcune pietre del pavimento già danneggiate.

Tra gli studiosi che hanno a lungo sostenuto che il corpo fosse stato seppellito sotto la chiesa c’è Wim Dijkman, un archeologo in pensione residente a Maastricht che è stato il primo a essere informato dal diacono della scoperta. Oltre allo scheletro, nella tomba sotto la chiesa sono stati trovati anche una moneta del Seicento e frammenti di un proiettile di moschetto (un fucile portatile usato in quegli anni) vicino al torace dello scheletro, considerati da Dijkman una prova a favore della sua teoria.

Il ritrovamento e la gestione dei resti hanno provocato un piccolo caso diplomatico a Maastricht. Il comune ha sostenuto infatti che gli scavi iniziali fossero stati condotti in modo improprio, perché la chiesa è un sito di interesse storico, e ha avviato un’indagine. Inoltre dopo la scoperta le ossa sono state spedite a Monaco, in Germania, per essere analizzate e solo successivamente l’amministrazione di Maastricht ha fatto sapere che qualsiasi analisi dovrà essere convalidata da un laboratorio nei Paesi Bassi.

Charles de Batz de Castelmore, anche noto come conte d’Artagnan (Hulton Archive/Getty Images)

Gli esami di laboratorio per verificare se le ossa ritrovate nella chiesa nederlandese siano effettivamente di Charles de Batz de Castelmore sono attualmente in corso: l’Università di Saxion, nei Paesi Bassi, sta indagando per ricostruire l’età dello scheletro, il sesso e la causa della morte. Non è detto però che il materiale trovato sia sufficientemente integro per poter ottenere risultati validi: un giornale locale ha riportato che il materiale analizzato a Monaco sarebbe risultato insufficiente per la ricerca del DNA.

Anche riuscendo a estrarre il DNA dalle ossa, rimane il problema che andrà confrontato con quello dei discendenti maschi in vita di Charles de Batz de Castelmore, che vivono in Francia. Come ha sottolineato il diacono, però, nella nobiltà erano molto frequenti le relazioni extraconiugali, ed è possibile che quelli che oggi si considerano discendenti del conte francese non siano biologicamente imparentati con lui.

Una statua di d’Artagnan nell’Aldenhofpark di Maastricht, nel 2008 (Mark Ahsmann/WikimediaCommons)

Se si dovesse scoprire che la persona sepolta nella chiesa di Wolder è proprio Charles de Batz de Castelmore, il rapporto di Maastricht con D’Artagnan ne uscirebbe rafforzato. La città è già un punto di riferimento per il turismo – soprattutto francese – associato al personaggio letterario e a quello storico. È infatti l’ultima simbolica tappa della “Route d’Artagnan”, un lungo itinerario turistico e culturale europeo ispirato alla figura del moschettiere e ai suoi viaggi (sia quelli veri che quelli romanzati da Dumas).

Tuttavia il sobborgo di Wolder, dove vivono circa 1500 persone, si trova su una collina, fuori dal classico itinerario turistico della città, e se diventasse una tappa importante del percorso potrebbe ricavarne grandi vantaggi economici. Un operatore turistico locale ha raccontato al New York Times che sta già valutando la possibilità di organizzare un tour che parta dal centro di Maastricht verso la chiesa di Wolder.