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  • venerdì 31 ottobre 2014

Paolo Gentiloni nuovo ministro degli Esteri

È deputato del PD e aveva già fatto il ministro: prenderà il posto di Federica Mogherini, che dal primo novembre entra in carica come rappresentante europea per la politica estera

Il nuovo ministro degli Esteri italiano è Paolo Gentiloni, deputato del Partito Democratico. Gentiloni sostituisce Federica Mogherini, ministro degli Esteri uscente, che ha dato le dimissioni e dal primo novembre sarà rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e di sicurezza comune.

Gentiloni ha 59 anni, fa parte della commissione Esteri ed è presidente della sezione Italia-Stati Uniti dell’Unione Interparlamentare. È laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista e negli anni Novanta fu portavoce di Francesco Rutelli quando era sindaco di Roma. È stato coordinatore della campagna dell’Ulivo per le elezioni politiche del 2001, prima di entrare nel PD faceva parte della Margherita. È stato eletto in Parlamento per la prima volta nel 2001, occupandosi soprattutto di telecomunicazioni: è stato presidente della commissione di vigilanza sulla RAI dal 2005 e al 2006 e fu ministro delle Comunicazioni del secondo governo Prodi dal 2006 al 2008. Nel 2013 si è candidato alle primarie del centrosinistra per sindaco di Roma, perdendo da Ignazio Marino. Su Twitter è @paologentiloni.

Intervistato nel 2007 da Vittorio Zincone per il Corriere della Sera, Gentiloni disse questo di Hillary Clinton e Barack Obama: due persone con cui potrebbe indirettamente avere a che fare, nel prossimo futuro.

Gentiloni fan clintoniano?
«Clinton è una di quelle persone che, come Tony Blair, ha carisma politico. Perfino quando entra in una stanza tira fuori uno charme, una luminosità… Ha una marcia in più».

C’è chi dice che Berlusconi faccia lo stesso effetto.
«Non è così. Tutti i politici americani hanno una tecnica sopraffina. Sono capaci di performance da attori navigatissimi. Li ho visti all’opera a Boston, alla convention dei Democratici del 2004: perfezionano gesti, luci, toni. Usano schermi trasparenti dove leggono i testi, dando l’impressione di parlare a braccio. Ma Clinton aggiunge una sofisticazione del messaggio e dei contenuti tipica della politica europea».

C’è qualcun altro al suo livello?
«Barack Obama. È l’unico che ha lo stesso alone».

Primarie dei Democratici Usa del 2008. Obama o Hillary?
«Obama. Ma vincerà Hillary».

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