La fine di “Mare Nostrum”

Che cosa comporta l'interruzione dell'operazione italiana per la gestione dei flussi di migranti nel Mediterraneo: sarà sostituita da "Triton", ma non si tratta della stessa cosa

Dopo circa un anno, il primo novembre l’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale chiamata “Mare Nostrum” terminerà. Lo ha detto la settimana scorsa il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: «D’accordo col premier Renzi, in uno dei prossimi Consigli dei ministri delibereremo la chiusura». Ma che cos’è, o cos’era, “Mare Nostrum”? E cos’è “Triton”, che – si dice – prenderà il suo posto?

“Mare Nostrum”
“Mare nostrum” è un’operazione militare e umanitaria decisa dal governo guidato da Enrico Letta il 14 ottobre 2013 e iniziata ufficialmente il 18 ottobre. La decisione di avviare una nuova operazione fu presa per affrontare l’aumento del fenomeno migratorio che si era verificato nella seconda metà dell’anno, e a seguito del naufragio del 2 e 3 ottobre 2013: una barca con a bordo circa 500 migranti naufragò a causa di un incendio vicino all’Isola dei Conigli, causando la morte di 366 persone.

Come spiega il sito della Marina Militare italiana, «l’operazione consiste nel potenziamento del dispositivo di controllo dei flussi migratori già attivo nell’ambito della missione Constant Vigilance, che la Marina Militare svolge dal 2004 con una nave che incrocia permanentemente nello Stretto di Sicilia e con aeromobili da pattugliamento marittimo». La missione ha due obiettivi dichiarati: «garantire la salvaguardia della vita in mare» e «assicurare alla giustizia coloro che lucrano sul traffico illegale di migranti». All’operazione partecipano personale e mezzi navali e aerei della Marina Militare (la quota maggiore), dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto. Sulle navi è presente anche il personale degli uffici immigrazione per l’identificazione dei migranti direttamente da bordo e uno staff medico per i controlli e gli interventi sanitari.

Circolano diverse cifre riguardo “Mare Nostrum”. Durante l’informativa del 16 ottobre alla Camera sugli sviluppi delle iniziative in materia di gestione dei flussi di migranti nel Mediterraneo, il ministro Alfano ha detto che grazie a “Mare Nostrum” sono stati recuperati dalle navi della Marina Militare circa 100 mila migranti: tra loro, quasi 9 mila erano minorenni. Sempre grazie a “Mare Nostrum” sono stati arrestati oltre 500 scafisti e sequestrate 3 “navi madre”, cioè quelle che trasportano i migranti a una certa distanza dalle coste per poi abbandonarli.

“Mare Nostrum” non era comunque la sola iniziativa attiva nel Mar Mediterraneo: affiancava “Hermes”, attivata dall’agenzia UE che promuove la sicurezza e la gestione dei confini, Frontex, e il cui scopo era di contrastare l’immigrazione irregolare da Tunisia, Libia e Algeria verso le coste italiane; e c’era, sempre promossa da Frontex, “Aeneas” nel mar Jonio, per vigilare sulle coste pugliesi e calabresi.

Frontex è l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. È stata creata nel 2004 e funziona dal 3 ottobre del 2005, ha sede a Varsavia e ha come principale obiettivo «aiutare le autorità di frontiera dei diversi Paesi europei a lavorare insieme». Frontex coordina la cooperazione fra gli stati membri in materia di gestione e controllo delle frontiere esterne, fornisce assistenza nella formazione professionale delle guardie in servizio, nei controlli, nei pattugliamenti e nella vigilanza (non esistono, insomma, agenti del Frontex). Appoggia, inoltre, gli stati membri in operazioni comuni di rimpatrio dei clandestini e mette a disposizione gruppi di intervento rapido, in situazioni eccezionali e urgenti, che fanno parte del Rapid Boarder Intervention Team, un contingente sovranazionale.

Che cos’è “Triton”?
Alla fine di agosto, proprio a causa dell’aumento dei flussi, Frontex aveva promesso di sostenere l’operazione italiana “Mare Nostrum” con un’operazione definita all’inizio “Frontex Plus” e che avrebbe garantito anche la lotta alle mafie sulle coste africane e agli scafisti. “Mare Nostrum” e “Frontex Plus” hanno poi dato vita a “Triton”, che partirà il prossimo 1 novembre. “Triton” sostituirà le missioni attualmente attive nel Mediterraneo (sia le altre di Frontex sia, stando alle parole di Alfano, quella nazionale di “Mare Nostrum”) e avrà come obiettivo il controllo delle frontiere europee.

A questa missione parteciperanno 29 paesi, ma non ci sono molte notizie a riguardo. Quello che si sa è che l’iniziativa sarà finanziata dall’Unione europea con 2,9 milioni di euro al mese per tutto il 2014 (circa due terzi in meno di quanti erano destinati a Mare Nostrum) e che prevede il controllo delle acque internazionali solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane (Triton assicura insomma la tutela delle coste europee, ma non si impegna sulle coste da cui i migranti partono). Non ci sono ancora assicurazioni riguardo le operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti.

Lo scorso 10 ottobre, durante un’intervista alla trasmissione di Rai 2 “Virus”, Matteo Renzi – che aveva più volte criticato le forze politiche che si opponevano al blocco di “Mare nostrum” – ha detto: «L’ha spiegato molto bene il ministro Alfano che l’operazione Mare nostrum viene sostituita da un intervento complessivo dell’Unione Europea». In realtà, come ha detto il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez, “Mare Nostrum” e “Triton” non sono la stessa cosa. Secondo Fernandez «le agenzie dell’UE non possono sostituire gli stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere» ma solo offrire supporto. Fernandez ha anche detto che l’operazione “Triton” ha come scopo principale il controllo della frontiera e non la «ricerca e il soccorso», che sono invece al centro dell’operazione italiana.

L’annuncio del ministro degli Interni Alfano ha portato a diverse reazioni da parte delle opposizioni al governo Renzi ma anche da parte di molte organizzazioni che si occupano di immigrazione. Manu Moncada, coordinatore delle operazioni di Medici senza Frontiere in Italia, ha detto: «Oggi il governo italiano, che detiene anche la presidenza del Consiglio europeo, sta ritirando una decisione politica volta a salvare vite umane». Amnesty International: «La proposta italiana di porre fine all’operazione “Mare Nostrum” di ricerca e soccorso nel Mediterraneo pone a rischio le vite di migliaia di migranti e rifugiati che tentano di raggiungere l’Europa». Save the Children: «L’operazione Mare Nostrum ha consentito, nell’ultimo anno, di salvare decine di migliaia di persone, tra le quali moltissimi bambini. Riteniamo necessario mantenere inalterato, e semmai rafforzare lo sforzo volto a trarre in salvo i profughi, in fuga da scenari di conflitto internazionale purtroppo sempre più cupi».

Foto: la Marina Militare italiana soccorre un barcone di migranti nel Canale di Sicilia, 15 giugno 2014 (AP Photo/Italian Navy)

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