• Scienza
  • mercoledì 8 ottobre 2014

Come si prende ebola

Alcuni esempi per rispondere alla domanda che facciamo tutti, anche se sappiamo che i rischi qui sono di fatto inesistenti

Ebola, il virus responsabile di un’epidemia senza precedenti negli ultimi mesi, ha registrato il primo caso di contagio fuori dall’Africa, quello di un’infermiera spagnola: che ha portato nuove attenzioni sulla malattia e su quali rischi possano esserci per quanto riguarda il contagio, anche lontano dai paesi dell’Africa occidentale, dove l’epidemia quest’anno ha causato la morte di almeno 3mila persone (è intanto morto a Dallas l’uomo che era stato il primo a cui era stato diagnosticato ebola fuori dall’Africa). Contrarre il virus ebola è estremamente difficile, perché si trasmette solo attraverso i fluidi corporei, cosa che richiede un contatto relativamente stretto con le persone infette.

Che cos’è ebola
Ebola fu identificato per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo nel 1976. Il virus causa febbre, vomito, disturbi intestinali con forte disidratazione ed emorragie interne, che possono causare la morte. Ne esistono diversi ceppi virali, quello attuale è lo “Zaïre ebolavirus” (ZEBOV), che ha il tasso di mortalità più alto tra le diverse varianti del virus. In passato è stato la causa di diverse epidemie, seppure su scala molto più ridotta rispetto all’attuale. Mediamente, lo ZEBOV causa la morte di buona parte delle persone che lo contraggono.

Non esiste un vaccino per evitare di ammalarsi, né una cura efficace con farmaci per ridurre al minimo gli effetti del virus. Di solito quando viene diagnosticata la malattia si viene ricoverati e messi in isolamento, per evitare il contagio di altre persone. Dopodiché vengono avviate terapie per ridurre il più possibile la febbre, mantenere idratati i pazienti e tenere sotto controllo il decorso della malattia. Chi guarisce lo deve principalmente al proprio sistema immunitario, che riesce a superare l’infezione e a rendere innocuo il virus, come avviene dopo qualche giorno per un’influenza. In sostanza, molto della guarigione dipende dalle condizioni di salute generali di ogni individuo, dall’età (più si è giovani meglio è) e da numerose altre variabili a livello genetico: come per le altre malattie virali.

Come si prende ebola
Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei infetti di una persona malata. Quindi la trasmissione può avvenire attraverso il contatto col sangue, la saliva, lo sperma, il vomito, le lacrime, l’urina, le feci e il latte materno. Questo significa che si è esposti al virus se uno di questi fluidi entra in contatto con una ferita aperta e con le mucose del nostro organismo altrimenti non c’è verso di ammalarsi. Il virus non si trasmette per via aerea e questo riduce moltissimo la possibilità di contagio su larga scala.

Qualche esempio su come si può contrarre ebola:

– se si fa sesso con una persona malata è molto probabile che si contragga il virus, che può sopravvivere fino a 3 mesi circa nello sperma anche di chi ha superato la malattia;
– se ci si bacia o si condivide del cibo con una persona malata;
– se si entra in contatto con una superficie sulla quale si è depositato un fluido corporeo di una persona malata, come la maniglia di una porta o la tastiera di un bancomat; il virus sopravvive alcune ore all’esterno di un organismo, se si tocca la superficie infetta e poco dopo ci si toccano gli occhi o si mettono le dita in bocca potrebbe avvenire il contagio;
– se si viene punti da un ago di una siringa usata per trattare un paziente con ebola, cosa che può più che altro accadere se si è un operatore sanitario;
– se si partecipa ai riti per la pulizia del cadavere di una persona morta a causa di ebola, e quindi se si entra in contatto diretto con i fluidi del cadavere, uno dei modi in cui si diffonde più facilmente il virus nei paesi africani dove si seguono particolari rituali durante i funerali.

Ebola si può prendere solo da persone che hanno già i sintomi della malattia: prima il virus non è presente nei fluidi perché non ha ancora colonizzato con alte concentrazioni l’organismo. Chi ha viaggiato sugli aerei dalla Liberia agli Stati Uniti passando per Bruxelles con la persona che poi in Texas ha sviluppato i sintomi della malattia non corre particolari rischi, quindi, perché al momento del viaggio l’uomo non aveva ancora i sintomi. Ebola inoltre si diffonde solo tra mammiferi e non c’è quindi il rischio che possa essere trasportato da insetti ospiti come avviene per la malaria con le zanzare.

La terapia ZMapp
Esiste un farmaco sperimentale che si chiama ZMapp e che sembra essere efficace nel tenere sotto controllo il virus dopo che lo si è contratto. Il medicinale è un anticorpo monoclonale ed è stato ottenuto grazie ad alcune ricerche di laboratorio su cavie. Semplificando: alcune cavie di laboratorio vengono infettate con parti del codice genetico del virus, in modo da attivare una risposta immunitaria per fermare il virus; gli anticorpi che vengono prodotti dalle cavie sono poi lavorati in laboratorio per ottenere un farmaco che impedisca al virus di superare le difese delle cellule sulle loro membrane e non possa quindi raggiungere il loro interno per infettarle e moltiplicarsi. Lo ZMapp è stato utilizzato in diversi casi negli ultimi mesi, ottenendo risultati molto diversi: in alcune terapie ha funzionato e ha aiutato i pazienti a superare l’infezione, in altri non ha dato gli effetti sperati e le persone trattate sono morte. Il farmaco è ancora sperimentale e quindi viene somministrato “in deroga” in particolari casi.

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