I rischi del caldo per le donne incinte
Sempre più studi hanno mostrato che le ondate di calore aumentano le possibilità di complicazioni in gravidanza, soprattutto i parti prematuri

Le giornate di caldo possono essere molto pericolose per le donne in gravidanza. I rischi più documentati includono il parto prematuro, il diabete gestazionale, l’ipertensione e altre complicazioni. Sono condizioni che hanno anche implicazioni a lungo termine per il bambino.
Un numero crescente di studi sta provando a stimare quali siano le condizioni più frequenti, mostrando che dipendono da una combinazione di fattori sociali, economici e biologici. L’ultimo è stato pubblicato qualche settimana fa sulla rivista Environment International e ha analizzato 36,6 milioni di nascite in 250 città di tredici paesi diversi (Italia compresa) tra il 1979 e il 2019.
I ricercatori hanno provato a stimare l’effetto medio di una giornata calda sul rischio di avere un parto prematuro, cioè che avviene prima della trentasettesima settimana di gestazione. Hanno stimato che il rischio aumenta del 2,8% quando il caldo è moderato e del 3,8% quando è molto intenso, rispetto al valore di minimo rischio di parto prematuro.
Nascere prematuramente può avere conseguenze anche gravi, perché gli organi vitali potrebbero non essere ancora autonomi e richiedere per questo un supporto intensivo. Nello studio hanno anche calcolato che in media, durante le stagioni calde, sono attribuibili al caldo 855 parti prematuri in più per ogni milione di nascite. Questo dato varia molto da paese a paese: in Svizzera sono 628, in Italia 974, in Paraguay 1.347. Questa variabilità suggerisce quanto influiscano il clima, il livello di sviluppo socioeconomico e la capacità di ogni stato di adottare misure contro il caldo.
Il parto prematuro è stato studiato anche in una delle revisioni più estese sul tema realizzate finora, che ha analizzato 198 studi condotti in 66 paesi ed è stata pubblicata sulla rivista Nature Medicine nel 2024. Gli autori hanno confrontato le gravidanze esposte a ondate di calore con le gravidanze che non lo sono. Hanno stimato che il rischio di parto prematuro aumenti di circa il 4% per ogni grado centigrado in più, fino al 26% durante le ondate di calore, cioè quando per due o tre giorni di fila le temperature sono estremamente alte.
Hanno trovato anche altri effetti sulle madri, come il diabete gestazionale, cioè un aumento dei livelli di zuccheri nel sangue che avviene durante la gravidanza, o i disturbi legati alla pressione alta. Per il diabete il rischio sembra concentrarsi nel secondo trimestre. Tuttavia, come fanno notare gli autori dello studio, è anche il periodo in cui di solito si fa il test per verificare la sua eventuale insorgenza. Insomma, è possibile che il dato rifletta semplicemente quando la malattia viene cercata e quindi trovata.
Per quanto riguarda i bambini, invece, l’esposizione al caldo aumenta il rischio che nascano morti o con malformazioni congenite. Per le malformazioni il momento più critico sono le prime settimane, quando si formano gli organi del feto. È uno dei motivi per cui nel primo trimestre si raccomanda di non far salire troppo la temperatura corporea, per esempio con saune o bagni caldi.
I meccanismi biologici non sono ancora del tutto chiari. Sappiamo però che il caldo impone a ogni corpo dei processi di termoregolazione, le attività biologiche che mantengono la temperatura intorno ai 36 o 37 gradi. Per cedere calore, il nostro organismo dilata i vasi sanguigni più vicini alla pelle, accelera il respiro, suda. Ma durante la gestazione il corpo è già affaticato: il volume del sangue aumenta del 40-50 per cento per sostenere il feto e i cambiamenti ormonali possono avere effetti sul modo in cui la temperatura viene regolata.
Sulle possibili cause del parto prematuro ci sono varie ipotesi. Sudando molto è comune disidratarsi. Ma i liquidi in una donna incinta sono fondamentali anche per tenere in equilibrio le strutture della placenta. Se si destabilizzano, potrebbero rilasciare prostaglandine, sostanze che fanno partire le contrazioni. Queste possono essere innescate anche da altri ormoni, come quelli prodotti dallo stress fisiologico del caldo.
Cosa si può fare, intanto, è abbastanza chiaro. Alle donne incinte i medici consigliano di bere a sufficienza e con regolarità durante la giornata, passare le ore più calde in un posto fresco, anche pubblico, evitare lo sforzo fisico sotto il sole. I segnali da non ignorare sono vertigini, battito accelerato, urine scure o contrazioni che arrivano in anticipo.
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