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  • lunedì 29 Settembre 2014

L’incesto va depenalizzato?

Il Consiglio etico tedesco ha chiesto di rivedere la legge che lo punisce con il carcere, riaprendo un dibattito – scientifico, legale, culturale – che va avanti da millenni

La settimana scorsa il Consiglio etico tedesco ha chiesto al governo della Germania di depenalizzare il reato di incesto tra fratelli, dopo avere esaminato il caso di una coppia di fratelli di Lipsia condannati per avere avuto insieme quattro figli. Il Consiglio è indipendente dalle altre istituzioni e ha il compito di esprimersi sulle questioni etiche, sociali, scientifiche e mediche che riguardano gli individui e la società: i suoi pareri non sono vincolanti, ma possono essere utilizzati dal governo della Germania per valutare nuove leggi o modifiche alle norme già in vigore. Il governo di centrodestra del cancelliere Angela Merkel ha già fatto sapere che non intende depenalizzare l’incesto, ma il parere del Consiglio ha comunque fatto discutere molto in Germania e in molti altri paesi, dove i rapporti sessuali tra persone con stretti legami familiari sono un reato.

La storia di Patrick e Susan
Patrick Stübing è il terzo di otto fratelli, nato a Lipsia: a tre anni fu dato in affidamento dopo che il padre che soffriva di alcolismo aveva provato ad assalirlo con un coltello. Quando aveva 7 anni, alla coppia che lo aveva tenuto in affido fu permesso di adottarlo. Stübing conobbe la sua famiglia biologica solo nel 2000, quando aveva 23 anni, entrando in contatto con Susan, sua sorella minore nata nel 1984 che non aveva mai visto prima. L’anno seguente tra i due nacque una relazione e a ottobre ebbero insieme un figlio; Susan all’epoca aveva 16 anni e diversi problemi mentali. La relazione incestuosa tra i due fu scoperta alla nascita del loro primo figlio, quando un’infermiera nell’ospedale in cui aveva partorito Susan sospettò che fosse sorella di Patrick e chiamò la polizia.

Il caso legale di Patrick Stübing si complicò quando ebbe un secondo figlio con la sorella, che comportò una sua condanna a dieci mesi di prigione. In seguito Patrick ebbe un terzo figlio, sempre con Susan, cosa che comportò un’ulteriore condanna per incesto a due anni e mezzo di reclusione. La coppia ebbe in seguito un altro figlio. Dei quattro, solo l’ultimo nato non ha particolari problemi di salute. Due hanno seri problemi fisici e mentali, mentre un altro è nato con una disfunzione cardiaca che ha reso necessario un trapianto di cuore.

Appelli
Secondo il codice penale tedesco, l’incesto è un reato punibile con il carcere fino a 3 anni. La legge deriva da quanto stabilito già nella seconda metà dall’Ottocento sui rapporti sessuali tra parenti stretti. In seguito alle varie condanne, Stübing fece appello alla Corte costituzionale federale tedesca, sostenendo che la legge sull’incesto fosse incostituzionale. La Corte gli diede torto e Stübing fece ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che diede ragione allo stato tedesco sostenendo che la pena per l’incesto non viola la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Consiglio etico
In seguito alle sentenze in Germania e in ambito europeo sul caso Stübing, il Consiglio etico tedesco ha preso in esame la legge che punisce l’incesto; 14 suoi membri su 25 hanno votato a favore di una revisione delle regole. Secondo il loro giudizio, l’attuale legge interferisce con la libertà di due individui di determinare autonomamente i loro orientamenti e le loro abitudini sessuali. Per il Consiglio, questa possibilità deve essere data a tutte le coppie, anche nel caso in cui siano costituite da consanguinei.

Nessuna modifica
Una portavoce della CDU, il partito di maggioranza che sostiene il governo Merkel, ha spiegato che il parere del Consiglio etico non porterà a una modifica della legge attuale, perché facendo altrimenti si darebbe un segnale sbagliato: “Abolire il reato di incesto andrebbe totalmente a danno dello sviluppo senza problemi dei bambini”.

Tabù e biologia
Dopo il cannibalismo, l’incesto è uno dei tabù più diffusi e condivisi nelle società umane, tanto da essere presente e condannato in buona parte delle grandi religioni storiche. La preoccupazione che sta dietro al tabù non è tanto di natura biologica, ma di tipo culturale: è legata ai timori che un gruppo possa essere penalizzato se al suo interno il matrimonio tra individui non porta allo scambio di risorse sia in termini economici sia in termini culturali. Il tema è comunque ancora molto dibattuto e da secoli studiosi e sociologi si confrontano sulle origini del tabù legato all’incesto e alla sua evoluzione.

Da un punto di vista prettamente biologico, l’unione tra consanguinei presenta meno rischi di quanto si tende a pensare. La consanguineità stretta non porta necessariamente alla comparsa di malattie ereditarie rare. L’incesto, semmai, fa aumentare la frequenza di omozigoti, cioè la presenza di coppie di alleli identici (gli alleli sono gli stati alternativi di un gene, che determinano l’espressione di un determinato carattere). Se il codice omozigote porta con sé un difetto congenito, questo porterà inevitabilmente a una deformazione, ma se il codice è sano la frequenza della malformazione nella popolazione diminuirà notevolmente. In linea teorica, il nato malformato avrà meno possibilità di crescere o di riprodursi, e non avrà quindi un particolare impatto sulla prosecuzione del gruppo familiare.

Come dal punto di vista culturale e sociologico, anche su effetti e conseguenze dell’incesto in biologia ci sono studi e pareri discordanti. Diversi studi hanno osservato che nel lungo termine l’incesto può essere un problema, dal punto di vista genetico, soprattutto nelle società con pochi individui, dove la ripetuta riproduzione tra consanguinei porta a una scarsa varietà del codice genetico.

Nel resto del mondo
La Germania non è naturalmente l’unico paese al mondo in cui l’incesto è considerato un reato ed è punito di conseguenza. L’articolo 564 del codice penale italiano prevede fino a cinque anni di reclusione per chiunque commetta “incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello” in modo che ne derivi “scandalo pubblico”. Per “scandalo pubblico” il codice penale intende un fenomeno che “si identifica col senso di turbamento e di disgusto che si produce nella coscienza pubblica per effetto della conoscenza del fatto incestuoso”. Se l’incesto è parte di una relazione incestuosa, quindi di un rapporto continuato, sono previste aggravanti con pene fino a otto anni di reclusione.

In Austria l’incesto può portare a una condanna al carcere fino a due anni, in Danimarca fino a 6 anni e il carcere a vita per gli uomini in Irlanda. Negli Stati Uniti ogni stato ha proprie leggi sul tema dell’incesto, in alcuni come il Rhode Island e il New Jersey non ci sono particolari sanzioni, ma nella maggior parte degli stati sono previste pene dai 5 anni al carcere a vita.

Ci sono comunque stati in giro per il mondo dove l’incesto è tollerato e non sono previste pene o sanzioni. In Francia, Belgio e Lussemburgo, per esempio, i rapporti sessuali tra parenti stretti maggiorenni e consenzienti non sono punibili. Anche nei Paesi Bassi, in Spagna e in Argentina l’incesto tra adulti è lecito così come non è esplicitamente vietato dalle leggi del Portogallo. In Russia non ci sono divieti particolari, ma la legge stabilisce che non si possono sposare tra loro fratelli, fratellastri, figliastri e patrigni o matrigne con i loro figliastri.

Nell’illustrazione: Era, figlia di Crono e Rea, ha un rapporto incestuoso
col fratello Zeus di cui diviene la seconda sposa.