• Mondo
  • domenica 7 Settembre 2014

Il sondaggio che dà avanti i “sì” in Scozia

Per la prima volta il fronte dei favorevoli all'indipendenza dal Regno Unito è avanti in un sondaggio: si vota il prossimo 18 settembre

Secondo un sondaggio dell’istituto YouGov per il giornale britannico Sunday Times, per la prima volta in Scozia i favorevoli all’indipendenza dal Regno Unito hanno raggiunto la maggioranza. Il 51 per cento degli scozzesi voterebbe sì all’indipendenza, mentre voterebbe no soltanto il 49 per cento. I “sì” hanno rimontato molto nelle ultime settimane: alla fine di agosto erano ancora il 39 per cento, a dodici punti di distanza dai “no”. Altri sondaggi fatti in questi giorni, come quello di Panelbase, danno ancora i “no” in vantaggio, anche se per pochi punti percentuali. Il referendum si svolgerà il prossimo 18 settembre.

La notizia del sondaggio, ha scritto il Guardian, ha creato diversi timori all’interno del fronte del “no” all’indipendenza, la cui campagna elettorale si chiama “Better together” (“meglio insieme”). Il leader della campagna, il laburista e membro della Camera dei Comuni Alistair Darling, ha detto: «Questi sondaggi devono servire come una sveglia per tutti coloro che ritenevano il referendum una battaglia già vinta». Il fronte del “no” ha anche accelerato le consultazioni tra partiti per far ottenere alla Scozia maggiore autonomia in caso di vittoria del “no”.

L’obiettivo è di presentare poco prima del referendum un piano che dia la possibilità ai cittadini scozzesi di richiedere dove desiderano una maggiore autonomia dal governo centrale e quindi far adottare questo piano dai principali partiti prima delle elezioni generali del 2015. In questo modo, il fronte del “no” vuole dare l’idea che anche in caso di voto contrario all’indipendenza gli scozzesi non rimarranno nell’attuale “status quo”, ma otterranno una maggiore autonomia senza dover affrontare i rischi, soprattutto economici, di un’indipendenza totale.

Il quesito a cui gli elettori potranno rispondere sarà: “Siete d’accordo che la Scozia diventi una nazione indipendente?”. Il governo locale della Scozia, promotore del referendum, aveva insistito per dare ai cittadini la possibilità di scegliere una forma di autonomia radicale ma senza la completa indipendenza, un’ipotesi che avrebbe attratto molti elettori; il Regno Unito era contrario e ha permesso solo un referendum secco sull’indipendenza. Secondo alcuni sondaggi voterà circa l’80 per cento dei 4,8 milioni di aventi diritto; è probabile che circa un milione di elettori scozzesi, dunque, non prenderà parte al referendum. Se alla fine dovessero vincere i “sì”, la Scozia diventerebbe indipendente dal Regno Unito il 24 marzo del 2016, ma manterrebbe la regina Elisabetta come capo di Stato.