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  • venerdì 27 giugno 2014

Perché i nuovi accordi fra Unione Europea e Ucraina, Moldavia e Georgia sono importanti

Sono stati firmati dopo anni di trattative, non piacciono alla Russia e vengono considerati un primo passo per l'ingresso nell'Unione

Venerdì 27 giugno i governi di Ucraina, Moldavia e Georgia, tre paesi dell’Europa dell’est, hanno firmato una serie di accordi politici ed economici con l’Unione Europea. Sono gli stessi accordi che l’allora presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, si rifiutò di firmare dietro le pressioni della Russia, fatto che portò alle proteste, alla sua deposizione e all’attuale delicatissima situazione nel paese, la cui parte orientale è tuttora occupata da militari filorussi (una tregua fra governo e milizie separatiste scade proprio oggi).

I dettagli dell’accordo non sono ancora stati resi noti, ma secondo il Wall Street Journal comporteranno per i tre paesi «la riduzione dei vincoli commerciali e l’introduzione di riforme democratiche», in cambio di supporto politico ed economico da parte degli stati europei. Le trattative per l’introduzione di questi accordi vanno avanti da anni: una bozza del 2013 – che riguardava la sola Ucraina – prevedeva una maggiore liberalizzazione del mercato ucraino e il suo generale allineamento alle leggi europee in fatto di standard qualitativi e ambientali di produzione.

Secondo un’analisi di BBC News, gli accordi stipulati oggi rafforzano molto i reciproci legami economici fra gli stati dell’Unione Europea e l’Ucraina, la Moldavia e la Georgia: sempre secondo BBC la prossima «integrazione economica rappresenta un grosso passo verso il possibile ingresso nell’Unione Europea». Il guaio è che i tre stati hanno fatto parte in passato dell’Unione Sovietica e a partire dal suo scioglimento sono rimasti nella zona d’influenza della Russia, paese con il quale hanno mantenuto molti rapporti commerciali. Il governo russo, nel settembre 2013, era già riuscito a dissuadere l’Armenia ad abbandonare le trattative con l’Unione Europea per l’introduzione di simili accordi.

Il governo russo aveva recentemente fatto sapere che in caso di firma degli accordi con l’Unione Europea avrebbe ridotto i legami commerciali con i tre paesi; il portavoce del governo russo, Dmitry Peskov, in seguito alla firma ha detto che la Russia prenderà provvedimenti necessari a proteggere la propria economia nel caso si presentassero ripercussioni in seguito a questo accordo. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo (il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea), ha detto però che «né nell’accordo né nell’approccio dell’Unione Europea sono contenute misure che possano in qualche modo danneggiare la Russia».

Petro Poroshenko, il presidente dell’Ucraina eletto circa un mese fa, ha detto che oggi «è forse il giorno più importante per il mio paese dopo quello in cui diventò indipendente» e ha aggiunto che «firmando questo accordo con l’Unione Europea, l’Ucraina si dimostra uno stato europeo, che condivide comuni valori democratici e legislativi, e ha rimarcato la sua autonoma scelta in favore dell’ingresso nell’Unione Europea».

La Moldavia e l’Europa

La Moldavia è un piccolo stato di circa 3,5 milioni di abitanti che confina a est con l’Ucraina e a ovest con la Romania. È stata definita dal suo stesso presidente Nicolae Timofti «il più povero stato d’Europa». Secondo BBC News molti dei suoi abitanti dipendono economicamente dai loro parenti che lavorano nei paesi dell’Unione Europea. Più della metà degli scambi commerciali del paese avviene già con l’Unione Europea, sebbene secondo un sondaggio citato dal Washington Post i suoi abitanti sono praticamente divisi a metà fra coloro che sostengono un avvicinamento all’Unione Europea e altri che preferirebbero restare nell’area di influenza della Russia. Il viceministro degli Esteri, Iulian Groza, ha detto che «non vogliamo proteggerci dalla Russia. Crediamo che la nostra relazione con loro debba essere sviluppata nei riguardo della nostra sovranità. A noi interessa una cosa sola, migliorare la Moldavia: ma non crediamo che una persona possa essere costretta a sposarsi contro la propria volontà».

La Georgia e l’Europa

La Georgia è un paese di quasi 5 milioni di abitanti che confina a sud con Turchia, Armenia e Azerbaigian e a nord con la Russia. Circa un terzo degli scambi commerciali del paese avviene già con l’Unione Europea, sebbene parte del paese – l’Ossezia del sud e l’Abcasia – sia stata di fatto occupata dalla Russia dopo una guerra di circa una settimana nell’agosto del 2008. Il primo ministro del paese è il 31enne Irakli Garibashvili, il cui governo BBC News definisce «filo-occidentale». Secondo Eric Livny però, il direttore della International Schools of Economics dell’Università di Tbilisi, parte dell’accordo con l’Unione Europea «applica sostanzialmente sulla Georgia gli stessi vincoli che si applicano in Europa. I prezzi aumenteranno, la produzione e le esportazioni non sono necessariamente destinate a salire, i redditi scenderanno. Politicamente, questo può ritorcersi contro l’attuale maggioranza politica».

foto: OLIVIER HOSLET/AFP/Getty Images

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