Continuano i guai del M5S

Sei senatori hanno presentato le dimissioni dal Senato, due deputati hanno detto di voler fare lo stesso alla Camera, anche Pizzarotti ha criticato le espulsioni

Giovedì 27 febbraio la situazione interna ai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle non sembra essersi tranquillizzata. Dopo l’espulsione di quattro senatori confermata mercoledì con un voto online, che ha generato molte discussioni all’interno del gruppo, giovedì altri deputati hanno espresso il proprio dissenso e la volontà di lasciare il gruppo parlamentare alla Camera.

In mattinata, il deputato del M5S Alessio Tacconi ha pubblicato lo screenshot di una mail con cui comunica al portavoce del gruppo alla Camera, Federico D’Incà, l’abbandono del gruppo parlamentare. Si aggiunge al deputato Ivan Catalano, che mercoledì 26 febbraio aveva pubblicato sul suo blog un post molto duro su come era stata gestita la questione delle espulsioni, che cominciava con «ieri sera l’assemblea ha deliberato la morte del movimento 5 stelle».

 

Mercoledì 26 febbraio, con un breve aggiornamento in coda a un post precedente, Beppe Grillo aveva comunicato i risultati della votazione degli iscritti al blog (entro il giugno 2013) sull’espulsione dei quattro senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana. La decisione dell’assemblea dei parlamentari del M5S è stata confermata, con 29.883 iscritti favorevoli all’espulsione e 13.485 contrari (hanno partecipato 43.368 iscritti).

Sei senatori del Movimento 5 Stelle – l’espulso Luis Alberto Orellana e poi Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami – hanno presentato le proprie dimissioni dal Senato, tutti molto critici con la gestione del partito da parte di Casaleggio e Grillo. Lo stesso aveva annunciato Lorenzo Battista mercoledì. Mercoledì sera un’altra riunione dei senatori del M5S era stata abbandonata polemicamente dai quattro senatori in via di espulsione e da sei altre persone contrarie a come era stata gestita la situazione.

Anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, il più importante amministratore pubblico del M5S, ha criticato le espulsioni.

Attualmente i senatori che fanno parte del gruppo del M5S sono cinquanta (i deputati sono 106). Bisogna tenere presente che tutte le richieste di dimissioni annunciate o presentate richiedono comunque tempi lunghi per essere accolte: ogni singolo caso deve essere votato dall’aula in una votazione a scrutinio segreto e, secondo la prassi, alla prima votazione le dimissioni vengono respinte. Potrebbero quindi volerci diverse settimane, ammesso che le cose non cambino ulteriormente nel frattempo. Quando le dimissioni saranno state accettate, subentrerà il primo dei non eletti.