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  • giovedì 27 Giugno 2013

La vita avventurosa di Marc Rich

È morto mercoledì il finanziere americano che diventò "il fuggitivo più famoso del mondo" e fu graziato da Clinton nell'ultimo giorno del suo mandato

Mercoledì 26 giugno è morto a Lucerna, in Svizzera, il finanziere Marc Rich. Aveva 78 anni ed era stato al centro di molti scandali e vicende controverse: diventò enormemente ricco per i suoi affari sul mercato delle commodities e ottenne la grazia dal presidente Clinton – nel suo ultimo giorno in carica – dopo aver ricevuto accuse tanto gravi da finire nella lista dei dieci più ricercati fuggitivi dell’FBI.

Marc Rich era nato con il nome di Marcell David Reich ad Anversa, in Belgio, e si era trasferito con i suoi genitori negli Stati Uniti nei primi anni Quaranta, prima a Kansas City e poi nel quartiere del Queens a New York. A 18 anni, quando la sua famiglia aveva ormai cambiato il proprio cognome in uno che suonasse più americano, un amico di suo padre gli trovò un lavoro alla Philipp Brothers, allora la più grande società del mondo nel commercio dei metalli.

Questo fu il suo ingresso nel mercato delle commodities, cioè quei beni che possono essere facilmente immagazzinati e che non hanno differenze qualitative tra un produttore e l’altro. Gli esempi tipici sono i prodotti agricoli come cacao, caffè e zucchero, i metalli come l’oro o il rame e le materie prime come il gas naturale o il petrolio. Rich si rivelò abilissimo: dopo qualche anno dal suo ingresso in azienda dirigeva l’ufficio di Madrid, e cominciò a sviluppare idee nuove.

Rich è stato tra i primi a sviluppare un sistema per la vendita e l’acquisto immediato del petrolio, invece di basarsi sui tradizionali contratti a lungo termine che erano preferiti dalle grandi società internazionali. In quel periodo cominciò a stringere i primi affari con l’Iran, allora un alleato americano sotto il governo dello Scià.

Nel 1973 Rich e un collega alla Philipp Brothers, Pincus “Pinky” Green, lasciarono la società in disaccordo con la dirigenza e fondarono la Marc Rich AG, l’antenata della Glencore International, oggi un gigante mondiale nel settore delle commodities (Rich vendette il suo 51 per cento nel 1993). La nuova società aveva sede nella cittadina svizzera di Zug, e da lì Rich e Green cominciarono il loro ruolo di mediatori in una rete di compravendita di materie prime a breve termine, oggi nota come spot market.

Fecero molti soldi in poco tempo, approfittando delle basse tasse svizzere e di comportamenti spesso ai limiti della legalità. Tra i loro clienti ci furono Cuba, la Libia, l’Iran durante l’embargo statunitense e il Sudafrica dell’apartheid. Attraverso passaggi societari molto complessi, Rich e Green furono in grado di vendere il petrolio iraniano e iracheno agli Stati Uniti, a prezzi altissimi, durante la crisi petrolifera del 1973-74.

Nel 1981 Rich comprò insieme a un socio la 20th Century Fox. Rivendette la sua quota per 250 milioni di dollari a Rupert Murdoch tre anni dopo. A questo punto entra in gioco la vicenda per cui Rich divenne “il fuggitivo più famoso del mondo”. Nel 1983 un tribunale federale accusò Rich di una sessantina di capi di imputazione per i suoi affari degli anni precedenti, tra cui aver evaso circa 48 milioni di dollari di tasse dovute al fisco statunitense, aver commerciato in petrolio con l’Iran durante l’embargo, frode e associazione a delinquere. Era il più grande caso di evasione fiscale della storia degli Stati Uniti e Rich rischiava fino a 300 anni di carcere.

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