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  • giovedì 6 giugno 2013

A Qusayr ha vinto Assad

L'esercito siriano ed Hezbollah hanno cacciato i ribelli da una città particolarmente importante, dopo 17 giorni di scontri

Mercoledì 5 giugno è finita la battaglia di Qusayr, in Siria: la città, considerata di importanza strategica da entrambi sia dal regime che dai ribelli, è stata riconquistata dalle forze filo-governative dopo 17 giorni di violentissimi scontri. La sconfitta dei ribelli è stata annunciata dalla televisione di stato siriana e poi confermata dagli stessi gruppi di opposizione. Poco dopo la conquista della città, i media siriani hanno mostrato le immagini dei soldati dell’esercito issare delle bandiere della Siria sui molti edifici distrutti e festeggiare la vittoria sui carri armati per le strade praticamente deserte della città.

Il New York Times ha scritto che negli ultimi giorni di combattimenti i ribelli erano ormai disarmati, privi di rinforzi, di munizioni e di sonno: si rifugiavano tra le macerie delle case distrutte e nei tunnel sotterranei costruiti nei pressi della città, mangiando solo scatolette di olive e fagioli. Il colpo definitivo alle resistenze dei ribelli è stato dato da Hezbollah, organizzazione sciita libanese che appoggia il presidente siriano Bashar al Assad. Era stato lo stesso segretario di Stato statunitense John Kerry a definire il contributo di Hezbollah nella battaglia di Qusayr “molto, molto significativo”.

La battaglia di Qusayr potrebbe avere creato grandi problemi per Hezbollah, scrive il New York Times. Nonostante la vittoria, celebrata il 6 giugno a Beirut, capitale libanese, la battaglia potrebbe avere cambiato il modo in cui molti siriani vedono il movimento, che tradizionalmente ha sfruttato la sua forte opposizione a Israele per guadagnare un certo seguito anche in Siria. Ora diversi siriani sunniti delle città vicino al Libano, come Qusayr, hanno iniziato a vedere Hezbollah come un “movimento di occupazione”, che ha combattuto e ucciso altri musulmani. Gli Stati Uniti e la Lega Araba hanno condannato l’assalto delle forze governative siriane a Qusayr, accusando Assad di avere fatto affidamento sui combattenti di Hezbollah, sostenuti anche dall’Iran, per vincere la battaglia.

La battaglia di Qusayr era stata seguita molto dalla stampa internazionale, soprattutto perché la città si trova sulla strada che da Damasco – dove attualmente si trovano Assad e i suoi principali collaboratori – porta alla costa occidentale della Siria. Questa zona è a maggioranza alawita, la stessa etnia di cui fa parte Assad, e secondo molti potrebbe diventare un rifugio sicuro per il regime nel caso in cui i ribelli riuscissero a conquistare Damasco, la capitale siriana. Con il ritiro dei ribelli da Qusayr, e l’aumento di una serie di problemi che da mesi affliggono i ribelli siriani, come la scarsità di armi e munizioni, la guerra sembra ora in una situazione se non favorevole ad Assad, almeno di parità tra forze filo-governative e ribelli.

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