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  • lunedì 20 maggio 2013

La battaglia di Qusayr, in Siria

Si combatte da sabato sera in una città molto importante sia per Assad che per i ribelli, e stanno partecipando anche militanti di Hezbollah

Sabato 18 maggio l’esercito siriano ha attaccato la città di Qusayr, che fino a ieri era controllata dai ribelli. Secondo fonti del governo di Damasco e dei ribelli, a fianco ai militari siriani si sono uniti nei combattimenti anche i militanti di Hezbollah, gruppo sciita libanese che da molti mesi si è schierato apertamente con il presidente della Siria, Bashar al Assad.

La battaglia che si sta combattendo a Qusayr, che si trova a sud di Homs vicino al confine con il Libano, è molto importante: Qusayr, infatti, si trova sulla strada che da Damasco – dove attualmente si trovano Assad e i suoi principali collaboratori – porta alla costa occidentale della Siria. Questa zona è a maggioranza alawita, la stessa etnia di cui fa parte Assad, e secondo molti potrebbe diventare un rifugio sicuro per il regime nel caso in cui i ribelli riuscissero a conquistare la capitale.

L’attacco dell’esercito di Assad a Qusayr era iniziato sabato sera, quando i militari siriani avevano bloccato le vie di entrata e di uscita dalla città. Alcuni esponenti del governo siriano hanno riferito alla televisione di stato che l’esercito è riuscito a prendere il controllo di alcuni edifici governativi nella parte meridionale della città, tra cui il palazzo comunale locale.

Hadi Abdallah, attivista anti-governativo che si trova a Qusayr, ha detto ad Al Jazeera, televisione del Qatar che sostiene i ribelli, che gli aerei militari siriani hanno bombardato la città con una frequenza di 50 granate al minuto, aggiungendo che l’esercito ha colpito Qusayr con carri armati e artiglieria da nord e da est, mentre Hezbollah ha sparato colpi di mortaio e missili da sud e da ovest. A causa dell’isolamento della città, tuttavia, queste informazioni non possono essere verificate con certezza. Come succede sempre più spesso nella guerra civile siriana, su Internet stanno girando alcuni video che riprendono le immagini degli scontri, e che vengono riproposti anche da alcuni importanti siti di news.

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, associazione schierata dalla parte dei ribelli con sede a Londra, finora l’attacco avrebbe causato almeno 52 morti. Nella giornata di ieri diversi siti di news, tra cui l’emittente saudita Al Arabiya, hanno diffuso la notizia che decine di militanti di Hezbollah sarebbero rimasti feriti, e portati negli ospedali della capitale libanese, Beirut, per farsi curare; altri sarebbero stati uccisi, come Fady al-Jazzar, considerato uno dei leader del movimento.

Non è chiaro comunque quanti civili rimangano a Qusayr: prima dell’inizio del conflitto gli abitanti della città erano circa 60mila, in maggioranza musulmani e cristiani. Quasi tutti i 10mila cristiani, sostiene il Wall Street Journal, erano fuggiti all’inizio del 2012 dopo che si erano scontrati con i ribelli sunniti. Un attivista che dice di trovarsi a Qusayr e di chiamarsi Abu al-Hoda al-Homsi ha riferito ad Al Jazeera che a Qusayr rimangono circa 40mila civili. Non è chiaro nemmeno a che punto sia la battaglia: fonti governative sostengono di avere sotto controllo la città, ma questa versione è negata dai ribelli.

L’area a cui appartiene anche Qusayr, cioè la strada che da Damasco porta alla zona costiera del paese, è considerata di importanza strategica da entrambe le parti del conflitto ed è sottoposta a combattimenti continui dall’anno scorso. Nel mese di aprile i militanti di Hezbollah avevano conquistato almeno 14 villaggi attorno a Qusayr: in generale nell’area si stanno verificando scontri molto violenti, soprattutto tra sciiti e sunniti, che hanno spinto molti a parlare di “massacro” e “pulizia etnica” da parte del regime di Assad contro i civili sunniti che abitano le città e i villaggi della zona.

foto: JOSEPH EID/AFP/Getty Images