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  • giovedì 14 Febbraio 2013

Lo scandalo sulla carne di cavallo si allarga

La carne contaminata da un farmaco per cavalli da corsa "è entrata nella catena alimentare", ha detto il ministro dell'Ambiente britannico

La Food Standards Agency (FSA), l’agenzia responsabile per la sicurezza del cibo nel Regno Unito, ha comunicato i risultati dei test di verifica della carne contenuta in alcuni prodotti, commissionati dopo il caso delle lasagne surgelate contaminate con carne di cavallo e ritirate da sette catene di supermercati francesi. Il ministro dell’Ambiente, David Heath, ha comunicato ai deputati alla Camera dei Comuni che su 206 carcasse analizzate otto sono risultate positive al fenilbutazone veterinario antidolorifico, una sostanza antidolorifica e antinfiammatoria per i cavalli da corsa la cui somministrazione è illegale per gli animali destinati al consumo alimentare.

I prodotti Findus contenenti tracce di carne di cavallo sono risultati negativi alla presenza di fenilbutazone, ma nelle ultime settimane sei delle otto carcasse risultate positive ai test potrebbero essere entrate nella catena alimentare in Francia. A luglio del 2012 il Veterinary Residues Committee (VRC), un comitato consultivo indipendente che nel Regno Unito si occupa della sorveglianza sui residui di farmaci veterinari negli alimenti, ha avvertito il governo di aver “più volte espresso preoccupazione” sul rischio che il fenilbutazone entrasse nella catena alimentare. Pur non essendo consentito nella carne di cavallo per il consumo umano, il fenilbutazone è stato trovato nel 2-5 per cento dei campioni di carne esaminati tra il 2007 e il 2011. In questi quattro anni sono stati effettuati solo 50 test all’anno sui campioni di carne.

Domenica il ministro dell’Ambiente, Owen Paterson, aveva denunciato il rischio di un problema di salute pubblica per la presenza del fenilbutazone nella carne ma era stato smentito dal chief medical officer inglese (l’ufficiale medico capo) Sally Davies, la quale ha rassicurato i consumatori dichiarando che il rischio che il medicinale possa causare danni alla salute è molto basso. Il Parlamento britannico è però apparso diviso sulla questione e molti deputati hanno criticato il modo in cui il governo e la FSA hanno affrontato la crisi a partire dal primo caso scoperto a metà gennaio. Anne McIntosh, presidente della commissione su Ambiente, Cibo e Attività agricole, che ha realizzato un rapporto sulla vicenda, ha dichiarato che “la portata della contaminazione che sta emergendo nella filiera della fornitura di carne è incredibile” e che “indubbiamente verranno alla luce altre sorprese in Gran Bretagna e nell’Unione europea”.