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  • mercoledì 13 Febbraio 2013

Il teatro di bambù di Hong Kong

Le foto della struttura temporanea - fatta da 10.000 canne di bambù - che sta ospitando in questi giorni una rappresentazione dell'opera cantonese

Il 30 gennaio è stato inaugurato a Hong Kong il Festival del Teatro di Bambù, un appuntamento molto importante per la città. Il festival, che durerà fino al 16 febbraio, è organizzato dal Distretto Culturale di West Kowloon, il più grande progetto culturale di Hong Kong, e prende il nome dalla lunga tradizione cinese dell’architettura dei teatri di bambù, strutture temporanee che per essere progettate richiedono grande abilità e preparazione.

Secondo William Lim Ooi-lee, che è stato l’ideatore del design del teatro di bambù del 2013, l’”architettura del bambù” è parte integrante dell’architettura di Hong Kong. Negli anni Cinquanta e Sessanta questo particolare tipo di teatro non era solo uno spazio per delle esibizioni artistiche ma anche per feste e banchetti. I mastri artigiani dei teatri di bambù imparano il mestiere quando sono ancora molto giovani, come ha raccontato il 56enne Sunny Im Shun-lee al South China Morning Post.

La struttura del teatro di bambù costruito quest’anno ha una capienza di 800 persone e ha richiesto più di 10.000 canne di bambù. Ci hanno lavorato 10 operai per due settimane. Il teatro sta ospitando in questi giorni una serie speciale dell’opera cantonese, una delle tipologie più importanti dell’opera cinese, che è stata riconosciuta nel 2009 come “patrimonio culturale immateriale” dall’Unesco. L’opera cantonese è molto spettacolare perché combina la musica, il canto, le arti marziali e la rappresentazione teatrale. Molte delle storie raccontate dall’opera cantonese sono basate su eventi della storia cinese e su miti e classici cinesi, e le virtù rappresentate dai protagonisti sono spesso quelle tradizionali della cultura nazionale: lealtà, amore, patriottismo e fedeltà. Le rappresentazioni sono molto suggestive anche per la ricercatezza dei costumi e del trucco dei protagonisti dell’opera.