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  • sabato 15 settembre 2012

L’inchiesta sui soldi del PdL in Lazio

Cosa si sa della complicata vicenda delle inchieste della magistratura e degli scontri interni che stanno dividendo il PdL in regione

Martedì scorso il Messaggero ha pubblicato la notizia dell’apertura di un’indagine che riguarda il gruppo del PdL nell’assemblea regionale del Lazio. L’indagine si concentra in particolare su alcuni bonifici compiuti dal fondo assegnato dalla regione al gruppo consiliare verso alcuni conti correnti di banche spagnole. Dallo stesso fondo, che serve a finanziare le spese di rappresentanza dei gruppo del PdL, sarebbero stati compiuti anche pagamenti ad alberghi e resort di lusso in Sardegna, finanziate diverse carte di credito e comprate una Smart e una BMW.

Ad aprire l’inchieste è stata la procura di Roma. Mercoledì è arrivata la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex capogruppo PdL all’assemblea regionale, Franco Fiorito detto “Er Batman”, con l’accusa di peculato. Fiorito è sospettato di essere l’artefice di quei bonifici e l’intestatargeroio di quei conti spagnoli dove sono andate a finire diverse centinaia di migliaia di euro, negli ultimi due anni e mezzo. Ieri la Guardia di Finanza ha perquisito l’ufficio del PdL alla regione Lazio, per cercare di ricostruire la contabilità del gruppo consiliare.

La magistratura è intervenuta a causa di una segnalazione dell’Unità di informazione finanziaria (UIF), l’ufficio della Banca d’Italia che si occupa di combattere il riciclaggio e di sorvegliare i flussi di denaro sospetti. Insieme alla segnalazione di Bankitalia, è arrivato ai magistrati anche un esposto di alcuni membri del gruppo del PdL all’assemblea regionale del Lazio, in cui veniva denunciata la cattiva gestione compiuta dell’ex presidente Fiorito dei fondi assegnati al gruppo.

Secondo il Messaggero, e molti altri giornali, all’interno del gruppo consiliare della regione Lazio è in corso da diverse settimane uno scontro tra gli uomini del PdL che provengono da AN e quelli che provengono da Forza Italia. Fiorito apparteneva ad AN ed ha guidato il gruppo fino a luglio, quando è stato eletto Francesco Battistoni, ex Forza Italia. Secondo questa lettura degli eventi, gli ex Forza Italia vicini a Battistoni, quando questi è giunto alla guida del gruppo, avrebbero scoperto la cattiva gestione di Fiorito e avrebbero quindi scritto un dossier per informare la magistratura.

Fiorito si è autosospeso ieri dal partito, ma ha respinto tutte le accuse. I bonifici che sono serviti a pagare vacanze in Sardegna, ha dichiarato, erano spese regolarmente rendicontate al gruppo consiliare, mentre ha negato l’esistenza dei conti in Spagna. Intervistato dal Messaggero, Fiorito ha dichiarato di aver consegnato alla dirigenza del PdL del Lazio un documento in cui ha denunciato gli sprechi del denaro assegnato al gruppo consiliare che altri membri del partito avrebbero fatto.

Non si conoscono i contenuti del dossier, ma nell’intervista Fiorito ha accusato la sorella del ministro Meloni di ricevere uno stipendio dal gruppo consiliare senza però effettivamente lavorare per il gruppo e ha accusato il presidente del consiglio regionale, Mario Abruzzese, di avere due auto blu. Senza fare nomi, ha poi dichiarato che ci sono molte altre persone che con i soldi del gruppo consiliare hanno pagato cene lussuose o si sono fatti dare rimborsi per spostamenti in auto mai avvenuti.

Foto: GIULIO NAPOLITANO/LAPRESSE

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