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  • venerdì 10 Agosto 2012

Giappone e Corea del Sud litigano per le isole

Il primo ministro sudcoreano ha visitato un piccolo arcipelago conteso da decenni tra i due paesi, e il governo giapponese non l'ha presa bene

Il presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, 71 anni, ha fatto visita oggi a un piccolo arcipelago conteso tra il suo paese e il Giappone, causando nuove proteste e tensioni diplomatiche.

Lee Myung-bak è il primo leader politico sudcoreano a visitare le isole di Dokdo (Takeshima in giapponese), un piccolo arcipelago che si trova circa a metà strada tra i due paesi ed è rivendicato da entrambi, anche se è occupato da decenni dalla Corea del Sud. Il Giappone ha risposto ritirando il proprio ambasciatore da Seul, in segno di protesta contro la visita.

L’arcipelago è formato da due isolotti principali e da una trentina di altri scogli, e copre un’area totale di circa 0,23 chilometri quadrati (una cinquantina di campi da calcio, per dare l’idea). Si chiamano Dokdo (“isole solitarie”) in coreano e Takeshima (“isole del bambù”) in giapponese, ma sono conosciute anche come scogli di Liancourt. La zona intorno alle isole è molto pescosa e secondo le autorità coreane conterrebbe anche depositi di gas naturale, attualmente non sfruttati.

Le isole hanno solo due abitanti, una coppia di anziani, ma dal 1954 la Corea del Sud mantiene lì un piccolo gruppo della guardia costiera, oltre ad altri funzionari in distaccamento temporaneo. Non è chiaro quale tra i due paesi le abbia amministrate, dato che nel corso dei secoli l’arcipelago ha cambiato nome molte volte ed è rimasto molto spesso disabitato. L’inizio del controllo sudcoreano, tramite la Guardia costiera, risale agli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, quando le potenze alleate privarono il Giappone di tutti i territori che aveva occupato durante la sua espansione nel Pacifico nel corso del Novecento: la disputa nacque dal fatto che lo status preciso – se territorio occupato o parte della madrepatria giapponese – degli scogli di Liancourt non fu stabilito nei trattati.

Il Giappone reclama le isole come sue e nel corso degli anni ha detto più volte che non intende scendere a compromessi sulla questione. La scorsa settimana, il Giappone ha pubblicato un documento del ministero della Difesa in cui ha ribadito i diritti che avanza sulle isole, causando il ritiro di un diplomatico sudcoreano da Tokyo. Per metà agosto, la Corea del Sud ha annunciato che terrà esercitazioni militari con aerei da guerra e una decina di navi vicino alle Dokdo.

Il caso delle isole Dokdo non è l’unica disputa geografica tra i due paesi: un’altra riguarda il nome da dare al Mar del Giappone, denominazione che la Corea del Sud non accetta e a cui preferisce “Mare Orientale”. Quelli geografici, tra l’altro, sono solo alcuni dei molti motivi di tensione tra Giappone e Corea del Sud, che hanno legami storici antichissimi ma spesso problematici: da una parte il commercio e gli scambi culturali, dall’altro invasioni e guerre che sono continuate per secoli fino al Novecento. Il viaggio di Lee, ad esempio, è stato fatto pochi giorni prima del 15 agosto, l’anniversario della resa del Giappone nella Seconda guerra mondiale che coincise anche con la fine dell’occupazione della Corea, iniziata nel 1910. Il 15 agosto è una delle maggiori festività sudcoreane, mentre anche in anni recenti i due paesi hanno litigato più volte sulle responsabilità dell’occupazione giapponese e le eventuali compensazioni economiche dovute ai sopravvissuti.