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  • giovedì 19 Luglio 2012

Cosa succede con Dell’Utri

Che cosa è chiaro (poco) e che cosa non lo è: il senatore sarebbe accusato di "estorsione" ai danni di Berlusconi, e c'entra ancora la famosa "trattativa"

Da mercoledì si sta parlando molto, sui giornali, di nuove inchieste giudiziarie che riguardano Silvio Berlusconi. Uno dei suoi collaboratori più stretti e più conosciuti, il senatore Marcello Dell’Utri, è accusato dalla procura di Palermo di averlo ricattato molto a lungo e di aver ricevuto da lui diversi milioni di euro. A rendere pubblica l’inchiesta è stata dapprima la notizia che Berlusconi fosse stato convocato in procura lunedì scorso, ma avesse fatto sapere di non poter andare per altri impegni.

L’indagine è probabilmente collegata a quella, che dura da anni e che è tornata molto attuale e discussa, sulla presunta “trattativa tra Stato e mafia”: ovvero sugli ipotizzati contatti tra le istituzioni della Repubblica italiana ed esponenti della criminalità organizzata dopo gli attentati mafiosi del 1992-1993. Se ne sta riparlando da circa un mese a causa della questione controversa che riguarda il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro Nicola Mancino.

Nella nuova inchiesta che riguarderebbe Berlusconi ci sono diversi punti poco chiari, dato che non c’è praticamente nulla di ufficiale oltre alla convocazione dei magistrati a Palermo per Silvio Berlusconi, come persona informata dei fatti e non come indagato, che è stata rifiutata dallo stesso Berlusconi per lunedì 16 luglio (ci sarebbero contatti tra la procura e Berlusconi per trovare una nuova data). È sicura anche una convocazione della figlia Marina Berlusconi, 46 anni, presidente di Fininvest e del gruppo editoriale Mondadori.

Uno dei magistrati della procura di Palermo che starebbe indagando sulla questione, il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, ha detto ieri a proposito dell’indagine riguardo a Dell’Utri e Berlusconi che “non si può dire nulla, neppure confermare che esista”.

Le accuse
Però delle notizie sono uscite, evidentemente, e le ricostruzioni giornalistiche sostengono che la procura stia indagando su alcuni versamenti di denaro da parte di Berlusconi e diretti a Marcello Dell’Utri. Dell’Utri, 70 anni, palermitano, è un collaboratore di lunghissima data di Silvio Berlusconi, che ha lavorato a lungo nelle sue società pubblicitarie ed è stato tra i fondatori di Forza Italia. Attualmente è un senatore del Popolo della Libertà. Ha alle spalle un curriculum di problemi giudiziari piuttosto lungo: la procura di Palermo indaga su di lui fin dagli anni Novanta e lo ha portato a processo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Condannato in primo e in secondo grado, la Corte di Cassazione ha deciso nel marzo 2012 che il processo dovrà essere rifatto.

Oggi il Corriere scrive, in un articolo firmato da Giovanni Bianconi, che la questione ruota intorno a una quarantina di milioni arrivati a Dell’Utri da Berlusconi e da conti intestati a sua figlia Marina (che per questo sarebbe stata convocata dai magistrati di Palermo) “negli ultimi dieci anni”. 21 milioni sarebbero quelli dell’acquisto di villa Comalcione a Torno, sul lago di Como, che Dell’Utri ha venduto a Silvio Berlusconi il giorno prima della sentenza della Corte di Cassazione nel processo che lo riguardava, l’8 marzo 2012. Si parla molto di un presunto prezzo gonfiato di quell’immobile e di una valutazione del 2004 che ne fissava il valore a circa 9 milioni di euro.

Tutti questi soldi, secondo l’accusa, sarebbero arrivati a Dell’Utri perché frutto di un’estorsione, le cui motivazioni sono però molto lontane dall’essere state chiarite: un’ipotesi è che Dell’Utri possa essere accusato di aver ricevuto i soldi per “tacere” alcuni particolari dei propri rapporti con la mafia, evidentemente scomodi per Berlusconi, che da parte sua non ha mai avuto conseguenze giudiziarie dai procedimenti a carico del suo collaboratore. I rapporti di Dell’Utri fino al 1974 con esponenti della mafia, oggetto delle indagini a suo carico a Palermo, sono stati confermati anche dalla sentenza della Cassazione.

Come scrive oggi il Sole 24 Ore, le notizie delle nuove indagini su Dell’Utri erano già state anticipate in qualche modo in un’intervista di Antonio Ingroia a Libero del mese scorso, in cui il magistrato aveva parlato di “estorsione politica” di cui Dell’Utri si sarebbe fatto “portatore” quando Berlusconi era presidente del Consiglio.

Che cosa dice dell’Utri
Oggi Repubblica ha pubblicato un’intervista con Dell’Utri, che respinge tutte le accuse e dice che non deve giustificare alcun versamento di denaro effettuato da Berlusconi a suo vantaggio, “ammesso e non concesso” che quei versamenti ci siano stati. Il senatore ha parlato di “morbosa curiosità” dei magistrati di Palermo (definiti “pazzi”) e ha detto che la vendita della villa non è stata per nulla superiore, e anzi inferiore, al suo valore di mercato. Nell’intervista di Repubblica, come nelle altre pubblicate sui giornali di oggi (ad esempio sul Messaggero o sulla Stampa) Dell’Utri accusa personalmente Ingroia e dice che le nuove indagini hanno una motivazione politica e sono legate all’annuncio della nuova candidatura di Berlusconi per le prossime elezioni.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse