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  • sabato 16 Giugno 2012

Il discorso di Aung San Suu Kyi per il Nobel

Oggi la leader dell'opposizione birmana ha ricevuto ufficialmente il premio Nobel per la Pace che le era stato assegnato nel 1991 (il video e le foto)

Oggi alle 13 l’attivista e leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi ha tenuto a Oslo, in Norvegia, il suo discorso che avrebbe dovuto pronunciare nel 1991, quando le fu assegnato il Premio Nobel per la Pace. All’epoca, però, Suu Kyi decise di non ritirarlo per paura che poi le venisse negato il rientro in Birmania dalla giunta militare al potere nel paese. La sua visita a Oslo, dove Suu Kyi ha già incontrato il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg e rimarrà fino al 18 giugno, è la prima in Europa dal 1988. Sempre nella giornata di oggi Aung San Suu Kyi, 66 anni, incontrerà la comunità birmana in Norvegia, per gran parte composta da esiliati dal paese per ragioni politiche. Il tour europeo di Aung San Suu Kyi continuerà nel mese di giugno in altri paesi, quali Irlanda, Regno Unito e Francia.

Il discorso di Aung San Suu Kyi, che è stato annunciato da un emozionato presidente della Commissione del Nobel Thorbjorn Jagland, è stato molto interessante e a tratti commovente. Suu Kyi ha detto che il Nobel nel 1991 l’ha fatta sentire di nuovo un essere umano ma ha avvertito che la causa birmana per la democrazia non deve essere dimenticata. Suu Kyi ha detto che la vittoria del Nobel nel 1991 le ha aperto una porta nel cuore e che le ha dato ancora più fiducia nel perseguire l’obiettivo della pace nel suo paese.

Aung San Suu Kyi ha aggiunto poi che insieme al suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, farà il possibile per la riconciliazione in Birmania ma in cambio ha chiesto il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri politici del paese. “Ci sono ancora tanti detenuti in Birmania e abbiamo paura che il mondo si scordi di loro, dopo che i più noti sono stati rilasciati”, ha detto Suu Kyi.

Suu Kyi ha aggiunto che “la pace assoluta è un obiettivo irraggiungibile, ma dobbiamo continuare a perseguirlo come un viaggiatore nel deserto tiene fissa una stella come punto di riferimento”. Poi ha parlato degli oltre 100 mila rifugiati e due milioni di lavoratori birmani in Thailandia, da lei incontrati due settimane fa nel suo primo viaggio all’estero dal 1988. Suu Kyi ha detto che bisogna credere in un mondo “senza sfollati, senzatetto e persone che hanno perso la speranza” e ha criticato anche il calo delle donazioni internazionali verso le varie organizzazioni che assistono rifugiati e lavoratori birmani sfruttati. A questo proposito Suu Kyi ha invitato nuovamente, come già fatto nei giorni scorsi, imprese e organizzazioni occidentali a investire in Birmania.

Il testo integrale del discorso di Aung San Suu Kyi oggi a Oslo

foto: AP/Nobel Media