Come la pubblica amministrazione restituirà i crediti alle imprese

Il Sole 24 Ore spiega come funziona l'intricato meccanismo approvato ieri dal governo per sbloccare tra i 20 e i 30 miliardi di euro di pagamenti

Sul Sole 24 Ore di oggi, Marco Mobili spiega i provvedimenti annunciati ieri dal governo Monti per sbloccare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione verso le imprese. I quattro decreti dovrebbero consentire di avviare il recupero da parte delle aziende di circa 20 – 30 miliardi di crediti. Gli imprenditori che vantano un credito nei confronti della pubblica amministrazione potranno presentare domanda, cartacea o digitale, comprendente le fatture non pagate che saranno verificate dalla PA. Se viene richiesta la compensazione, cioè l’estinzione dei rispettivi debiti tra PA e imprenditore per le quantità corrispondenti, la pubblica amministrazione ha 60 giorni per certificare il credito e fissare una data di pagamento che non può superare un anno solare. Se invece non viene chiesta la compensazione, il credito da parte della PA deve essere certificato entro due mesi e l’imprenditore va in banca per ottenere la cessione del credito. Il Sole 24 Ore ha anche pubblicato un grafico che illustra efficacemente la procedura messa a punto dal governo, che non è così immediata.

Compensazione dei crediti certificati estesa anche ai debiti contributivi, assistenziali, previdenziali e assicurativi. Ma sarà possibile solo per le somme dovute e iscritte a ruolo entro il 30 aprile 2012. Per le certificazioni, invece, è l’impresa che potrà scegliere se compensare o meno eventuali posizioni debitorie. Così come la stessa certificazione non potrà pregiudicare il diritto del creditore agli interessi relativi ai crediti vantati.

E per quanti, come gli artigiani, temevano tempi lunghi nella messa a punto della piattaforma Consip su cui far “girare” l’intera procedura per i pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, il Governo ha predisposto una doppia partenza: una immediata con modelli cartacei di certificazione e una, a piattaforma ultimata, elettronica e semplificata.

Sono queste le principali novità contenute nei quattro decreti dell’Economia e dello Sviluppo con cui il Governo ha sbloccato 20-30 miliardi di crediti che le imprese vantano con le amministrazioni centrali e locali dello Stato. A questi provvedimenti si aggiunge l’accordo siglato ieri tra banche e imprese e con tutta probabilità si aggiungerà oggi stesso l’ulteriore accordo tra istituti di credito e le imprese del settore edile per far fronte alle peculiarità del settore.

Il procedimento di accelerazione nel pagamento dei debiti della Pa poggia tutto sulla certificazione dei crediti maturati dalle imprese. I provvedimenti che disciplinano l’istituto sono due, uno per le attestazioni delle amministrazioni centrali e uno per le certificazioni di enti locali e regioni.

Il primo passo per l’impresa è dunque ottenere la certificazione che il credito vantato non sia prescritto, sia certo, liquido ed esigibile. In attesa, come detto, che la Consip definisca la piattaforma elettronica su cui gestire le istanze e le certificazioni, il creditore presenta alla Consip con il modello 1 allegato al Dm apposita istanza cartacea inviando anche le fatture non pagate o gli estremi del credito. In questa fase, spiega il decreto, l’imprenditore dovrà precisare se intende compensare il credito e dichiarare di voler rinunciare ad attivare procedimenti giurisdizionali fino alla data di pagamento indicata nella certificazione. I decreti precisano che, in assenza di una data precisa, l’impegno sarà di 12 mesi dalla data di certificazione. L’impresa creditrice che non vorrà chiedere la certificazione del credito sarà comunque libera di attivare procedimenti ingiuntivi nei confronti dell’amministrazione debitrice.

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