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  • lunedì 21 maggio 2012

Che cosa fu Lockerbie

Le foto e la storia dell'attentato del 21 dicembre 1988 in Scozia, per il quale l'unico condannato è morto ieri in Libia

Ieri è morto a Tripoli, in Libia, Abdelbaset al-Megrahi, l’ex agente dei servizi segreti libici  considerato responsabile del cosiddetto “attentato di Lockerbie”, dal nome di una cittadina scozzese sulla quale, il 21 dicembre 1988, si schiantò un aereo della Pan Am esploso in volo. Morirono in tutto 270 persone. Megrahi era malato di cancro alla prostata ed era stato rilasciato il 20 agosto del 2009 dalle autorità scozzesi nonostante fosse stato precedentemente condannato all’ergastolo. Venne accolto come un eroe in Libia dal regime dell’ex dittatore Muammar Gheddafi, che a lungo si era opposto alla sua estradizione nel Regno Unito, poi avvenuta nel 1998. La Scozia e il Regno Unito avevano giustificato il rilascio di Megrahi per motivi di salute, dei quali però moltissimi avevano dubitato.

Già lo scorso agosto Nic Robertson, corrispondente della CNN da Tripoli, aveva trovato Megrahi in una villa della capitale libica effettivamente in gravi condizioni di salute: in coma, attaccato all’ossigeno, nutrito per via venosa. Ciononostante, il suo rilascio aveva provocato molte polemiche, sia in Scozia, che negli Stati Uniti (perché gran parte delle vittime dell’attentato era di nazionalità americana) e nel resto del mondo: il Senato degli Stati Uniti aveva addirittura aperto un’inchiesta per capire se era stata la società petrolifera BP a convincere il governo scozzese a rilasciare Megrahi nell’ambito di un accordo più ampio con la Libia necessario per lo sfruttamento di alcuni giacimenti petroliferi nel Golfo della Sirte.

La storia dell’attentato è questa. Il 21 dicembre del 1988, alle 19:03, il volo Pan Am 103 partito da Londra e diretto a New York esplose in volo a causa di un ordigno contenuto in una valigia e si schiantò sulla cittadina di Lockerbie, in Scozia. Morirono tutte le 259 persone che si trovavano a bordo dell’aereo, di cui 189 cittadini americani: alcuni furono sbalzati fuori e precipitarono per nove chilometri, molti dei quali a una temperatura di -46 gradi. Chi rimase attaccato al sedile morì nello schianto. Morirono anche undici residenti di Lockerbie: le ali dell’aereo colpirono le loro case alla velocità di 800 chilometri orari e praticamente le disintegrarono, creando un cratere lungo 47 metri.

Le indagini, svolte congiuntamente tra l’FBI e la polizia di Dumfries e Galloway, nel 1991 accusarono dell’attentato solo due persone: Abdel Basset Ali al-Megrahi, all’epoca ufficiale dell’intelligence libica e capo della sicurezza per Libyan Airways, e Lamin Khalifah Fhimah, responsabile di Libyan Airways all’aeroporto di Malta. La Libia rifiutò per anni di consegnarli e lo fece solo nel 1999, dopo anni di pressioni, negoziati e l’emissione di sanzioni economiche.

Nel 2003 la Libia si è dichiarata formalmente responsabile dell’attentato, ma non colpevole. La motivazione dell’attentato è stata spesso fatta risalire – ma non c’è mai stata alcuna conferma ufficiale – a una spirale di contrasti, omicidi e vendette sorti tra Stati Uniti e Libia dopo l’abbattimento nel 1981 di due aerei libici nel golfo della Sidra da parte degli americani. Tra le numerose ritorsioni tra i due paesi prima del dicembre del 1988, Muammar Gheddafi è stato accusato di essere il mandante della strage nel locale La Belle, a Berlino nel 1986 (molto frequentato da soldati americani), poi vendicato pochi giorni dopo dagli americani con alcuni raid aerei su Tripoli e Bengasi (in cui Gheddafi disse fu uccisa sua figlia adottiva, in realtà pare ancora viva).

Megrahi fu processato a Camp Zeist in Olanda da un tribunale composto da giudici scozzesi e venne condannato all’ergastolo nel 2001, mentre Fhimah fu prosciolto. Nell’agosto del 2009, poi, Megrahi è stato rilasciato per le sue precarie condizioni di salute, ma questa decisione era stata fortemente criticata nel Regno Unito e nel mondo. Ieri, alla luce della morte di Megrahi, il premier conservatore David Cameron ha nuovamente criticato la decisione del governo scozzese e dell’allora premier Gordon Brown.

Megrahi, fino all’ultimo giorno di vita, si è sempre dichiarato innocente. Abdul Rahman Shalgham, ex ambasciatore della Libia all’ONU, ha dichiarato recentemente che la Libia ha avuto un ruolo nella strage di Lockerbie, facendo intendere però che anche altri paesi erano coinvolti nell’attentato. Negli ultimi tempi, il caso Lockerbie era tornato alla ribalta e alcuni servizi e inchieste giornalistiche come una recente di Al Jazeera hanno posto più volte dubbi sull’effettiva colpevolezza di Megrahi e sul presunto coinvolgimento di altre persone nell’attentato, per le quali tuttavia non è mai stata trovata alcuna prova certa.

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