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  • venerdì 11 maggio 2012

Il punto sulla Grecia

Il leader dei socialisti sta cercando un accordo con un piccolo partito di sinistra: ma le speranze di formare una coalizione di governo sono poche

Cinque giorni dopo le elezioni legislative in Grecia, sono ancora in corso i colloqui tra le forze politiche per formare una coalizione di governo. Il rappresentante politico incaricato di formare un governo è in questo momento Evangelos Venizelos del PASOK, che alle elezioni è arrivato terzo con il 13,18 per cento dei voti, dopo il fallimento dei tentativi di Antonis Samaras di Nuova Democrazia (centrodestra) e di Alexis Tsipras, leader della coalizione di sinistra SYRIZA.

Venizelos è un potente politico del PASOK ed è stato il ministro delle finanze negli ultimi mesi del governo monocolore del PASOK emerso dalle elezioni del 2009, che ha preso il posto di George Papandreou alla guida del partito: il suo piano è rinnovare la coalizione con Nuova Democrazia – i due partiti erano rivali politici fortissimi fino a pochi mesi fa – e cercare di allargare la coalizione al partito Sinistra Democratica, il più piccolo ad essere entrato in parlamento dopo le ultime elezioni con il 6,11 per cento dei voti e 19 parlamentari.

Nuova Democrazia e PASOK, insieme, hanno 149 voti: sono le uniche due forze politiche che non rifiutano a priori il rispetto degli impegni presi con le istituzioni internazionali e che non contemplano tra le possibilità l’abbandono dell’euro e l’uscita dall’Unione Europea. Insieme hanno preso poco più del trenta per cento dei voti, un risultato disastroso se si tiene conto che nel 2009 il totale dei loro voti combinati superava il 77 per cento.

Il partito a cui Venizelos sta cercando di estendere l’alleanza, Sinistra Democratica (siglato DIMAR in greco), è un piccolo partito nato nel 2010 da una scissione della coalizione di sinistra SYRIZA. Il suo leader è Fotis Kouvelis. Le sue posizioni non sono estremiste come quelle veterocomuniste del Partito Comunista Greco (KKE) o quelle antiausterità e anti-UE di SYRIZA, anche perché il partito non ha espresso su molti temi una linea chiara. È difficile, in ogni modo, che Kouvelis accetti, dato che un riposizionamento “moderato” del suo partito significherebbe quasi certamente la sua morte elettorale alle prossime elezioni. In passato Kouvelis aveva già escluso che sarebbe entrato a far parte di un governo di coalizione con il PASOK o ND.

Tutti gli altri quattro partiti che sono entrati in parlamento (SYRIZA, Indipendenti Greci, Alba Dorata e Partito comunista) sono fermamente contrari agli accordi per ottenere i prestiti internazionali e alle ultime misure di austerità, e non formerebbero mai un governo con i due ex partiti di governo; d’altra parte, la presenza dei neonazisti di Alba Dorata, la profondissima rivalità tra SYRIZA e KKE e la presenza di forze di destra come gli Indipendenti Greci (fuoriusciti da ND) impedisce che i partiti anti-austerità formino insieme un governo.

Se il tentativo di Venizelos non riuscirà, il presidente della Repubblica Karolos Papoulias riunirà tutti i partiti per un ultimo tentativo formale di formare un governo, dopo di che indirà nuove elezioni, da tenersi probabilmente a giugno. SYRIZA è in forte ascesa: un sondaggio pubblicato giovedì riportato da BBC dice che se si votasse oggi SYRIZA sarebbe il primo partito, con quasi il 28 per cento dei voti, in crescita rispetto al 16,8 per cento di pochi giorni fa. Il partito – per essere più precisi, una coalizione, con alcuni fuorisciti dal KKE (il Synaspismós) come forza egemone – potrebbe ottenere alle prossime elezioni il premio di 50 parlamentari assegnati dalla complicatissima legge elettorale greca.

Il paese, intanto, continua ad essere in una situazione drammatica: il Fondo Monetario Internazionale ha rinviato il pagamento di una rata del prestito internazionale e l’amministrazione pubblica ha soldi per pagare stipendi e pensioni solamente fino al prossimo luglio.

foto: Venizelos del PASOK (a destra) durante i colloqui con Kouvelis del DIMAR.
LOUISA GOULIAMAKI/AFP/GettyImages

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