Si vota per le amministrative

In oltre 900 comuni di tutta Italia: quello che c'è da sapere per capire chi avrà vinto

Domenica 6 maggio, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 7 maggio, dalle ore 7 alle ore 15, nelle regioni a statuto ordinario si svolgeranno le elezioni del sindaco e dei consigli comunali di 769 comuni. Altri 173 comuni andranno a votare nelle regioni a statuto speciale. Sono elezioni importanti per alcune situazioni locali particolari e per l’indicazione che daranno – certo molto da interpretare e da filtrare, come sempre nel caso di elezioni amministrative – sul consenso di cui godono i principali partiti nazionali e i movimenti diventati più visibili di recente, come il Movimento 5 Stelle, a quasi sei mesi dall’insediamento del governo di Mario Monti.

Si voterà in 22 capoluoghi di provincia: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani e Catanzaro. A queste si devono aggiungere le elezioni dei sindaci e dei consigli comunali nelle regioni a statuto speciale, tra cui quelli di Gorizia, Palermo, Agrigento e Trapani. In caso di ballottaggio per l’elezione dei sindaci, si voterà domenica 20 maggio, sempre dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 21 maggio, dalle ore 7 alle ore 15.

Perché sono elezioni importanti
Quelle che iniziano domani sono le prime elezioni dopo alcune polemiche e inchieste che hanno interessato diversi partiti, in particolare la Lega Nord, con le accuse al suo tesoriere Francesco Belsito e altri suoi esponenti. La Lega Nord in queste elezioni si presenta quasi sempre da sola, slegata dal PdL, che secondo i sondaggi, tra l’altro, sarebbe in calo a livello nazionale. Il PD, invece, secondo alcune rilevazioni di questi giorni, sarebbe poco sotto al 30 per cento e spera di ripetere il buon risultato alle amministrative 2011, quando strappò al centrodestra diverse città importanti, tra cui Milano, grazie alla vittoria di Giuliano Pisapia. C’è grande attesa poi per il risultato del Movimento 5 Stelle, che secondo gli ultimi sondaggi avrebbe circa il 6 per cento delle preferenze di voto a livello nazionale. Palermo e Genova saranno le uniche città dove si voterà con più di mezzo milione di abitanti e quindi saranno i test più importanti, anche per l’incertezza che c’è sui candidati e sulla loro effettiva forza.

Chi governa ora
Dei 26 capoluoghi di provincia al voto, 17 sono state amministrate dal centrodestra prima di queste elezioni (Alessandria, Asti, Como, Belluno, Verona, Parma, Lucca, Rieti, Isernia, Brindisi, Lecce, Trani, Catanzaro, Monza, Gorizia, Trapani e Palermo) Le altre, ossia Cuneo, Genova, La Spezia, Piacenza, Pistoia, Frosinone, L’Aquila, Taranto e Agrigento, sono attualmente governate dal centrosinistra. Come capita spesso nelle elezioni locali, ci sono particolari alleanze e situazioni pregresse che divergono dagli equilibri e dalle alleanze della politica nazionale. Per questo molte elezioni amministrative avranno anche stavolta una storia a sé, sia per le nuove alleanze locali sia per le spaccature all’interno di partiti o vecchie coalizioni.

Chi potrà vincere dopodomani
Al Nord le due città più interessanti al voto sono sicuramente Verona e Genova. Nella prima, il sindaco Flavio Tosi, sempre più in difficoltà all’interno del suo partito per aver voluto presentare una lista civica con il suo nome, stavolta non avrà il sostegno (per lo meno ufficiale) del Popolo della Libertà, che ha presentato Luigi Castelletti. Tosi sembra comunque in vantaggio nei sondaggi, anche rispetto al candidato del centrosinistra Michele Bertucco. A Genova, invece, il sindaco Marta Vincenzi non si è ricandidata, dopo aver perso le primarie a favore di Marco Doria, che ora è il favorito alle elezioni. Parma e Lucca, città da anni in mano al centrodestra, quest’anno potrebbero passare al centrosinistra per motivi diversi: per quanto riguarda Parma, per esempio, il centrodestra potrebbe perdere dopo gli scandali che hanno coinvolto l’amministrazione del sindaco uscente Pietro Vignali. È in bilico la riconferma di altri sindaci di centrodestra, come Marco Mariani a Monza, Giorgio Galvagno ad Asti, Antonio Prade a Belluno ed Ettore Romoli a Gorizia.

Nel Lazio c’è molta incertezza a Rieti, dove finora ha governato il centrodestra con Giuseppe Emili, e a Frosinone, dove si ripresenta il sindaco uscente del centrosinistra Michele Marini. Al sud il caso più interessante e incerto è sicuramente Palermo, dove per sostituire il sindaco uscente Diego Cammarata, di centrodestra, ci sono in lizza principalmente tre candidati, ossia Fabrizio Ferrandelli (sostenuto dal PD), Leoluca Orlando (IdV) e Massimo Costa (PdL). A L’Aquila, una città ancora pesantemente interessata dalle conseguenze del terremoto del 2009, il candidato nettamente favorito è il sindaco uscente Massimo Cialente, sostenuto da PD, SeL e ApI. A Lecce il sindaco uscente è Paolo Perrone, di centrodestra, è in vantaggio. Molto incerte, infine, sono le elezioni a Taranto, dove il candidato del PD, Ezio Stefàno, sindaco uscente e sostenuto da nove liste tra cui l’Udc, se la dovrà vedere con Filippo Condemi, candidato del PdL.

nella foto, il sindaco di Verona Flavio Tosi (Mauro Scrobogna/LaPresse)

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