Le foto del funerale di Alex Zanardi a Padova
Più di duemila persone hanno partecipato alla cerimonia per l'atleta paralimpico ed ex pilota automobilistico, morto venerdì

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Martedì mattina nella basilica di santa Giustina a Padova circa duemila persone hanno partecipato al funerale dell’atleta paralimpico ed ex pilota automobilistico Alex Zanardi, morto venerdì a 59 anni. Fuori dalla chiesa, sotto la pioggia, molte altre persone hanno seguito la cerimonia dai maxischermi montati per l’occasione.
Durante l’omelia don Marco Pozza, parroco del carcere Due Palazzi di Padova e amico di Zanardi, ha ricordato molti momenti della vita dell’ex pilota, amato soprattutto per l’ottimismo mostrato dopo il grave incidente in una gara del 2001, che gli causò l’amputazione delle gambe. Sono seguiti altri interventi, tra cui quelli di tre esponenti di Obiettivo 3 – l’associazione fondata da Zanardi per sostenere atleti e atlete con disabilità – e del figlio Niccolò, che ha detto: «Non serve essere lui per avere una vita meravigliosa».
Alla cerimonia erano presenti molti atleti, rappresentanti di associazioni sportive e politici. Tra gli altri c’erano gli ex campioni di sci Alberto Tomba e Kristian Ghedina, entrambi amici di Zanardi, la schermitrice paralimpica Bebe Vio, e l’ex calciatore paraguaiano del Vicenza Julio Gonzalez, che conobbe Zanardi dopo aver subito l’amputazione di un braccio nel 2005; il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il suo predecessore Giovanni Malagò, il presidente del Veneto Alberto Stefani, l’ex presidente veneto Luca Zaia e il sindaco di Bologna, la città di Zanardi, Matteo Lepore.
Zanardi era nato il 23 ottobre del 1966 e aveva cominciato a correre con i kart a 13 anni. Dopo vari anni nelle categorie minori, arrivò in Formula 1 nel 1991. Gareggiò fino all’incidente avvenuto nel 2001 al Lausitzring, un circuito in Germania. Nel 2007 scoprì la handbike, la bici con tre ruote che viene spinta con le braccia: iniziò ad allenarsi fino a partecipare alle Paralimpiadi, in cui vinse in totale sei medaglie in due edizioni diverse tra il 2012 e il 2016. Nel 2020 subì un altro grave incidente vicino a Siena, e in seguito fu ricoverato in una struttura assistenziale a Padova. Da allora non era più apparso in pubblico.
























