Le novità sulle tasse in 10 punti

Che cosa c'è - e che cosa non c'è - nel disegno di legge approvato ieri dal governo, dall'IMU al catasto, dal riordino delle detrazioni ai contanti

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il disegno di legge sulla delega fiscale. Il testo si compone di 18 articoli e una sua ampia sintesi, predisposta dal governo, si può leggere qui. Il governo è stato delegato dal Parlamento a legiferare sulla questione, e col provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri ha nove mesi di tempo per approvare definitivamente le misure. La riforma verrà attuata “a parità di gettito”, dice il comunicato del governo, quindi non bisogna attendere tra le conseguenze né un aumento né un calo della pressione fiscale: si tratta di un riordino e di un riequilibrio dell’attuale gettito fiscale. Nessuna di queste norme è da intendersi per fatta e finita, dato che serviranno ancora trattative e passaggi parlamentari.

Che cosa non c’è
Non c’è il “fondo taglia tasse” ed è la notizia con cui oggi aprono quasi tutti i giornali. Benché fosse nella bozza finale, nella delega fiscale varata dal Consiglio dei ministri non c’è l’istituzione di un fondo per ridurre le tasse basato sui proventi della lotta all’evasione fiscale. Lo strumento avrebbe concretizzato il principio per cui se tutti pagano le tasse, le tasse si abbassano per tutti, ma secondo Repubblica e il Corriere della Sera il governo ha ritenuto poco prudente vincolare la destinazione dei proventi di un gettito – che i prossimi governi potranno comunque decidere di utilizzare per tagliare l’imposizione fiscale. Inoltre fino al 2014, scrive il Corriere citando “fonti di Palazzo Chigi”, “i frutti della lotta al sommerso sono già vincolati alla riduzione del deficit pubblico e all’anticipo del pareggio di bilancio”.

Non ci sono nemmeno le annunciate – e contestate – tasse sugli assegni di ricerca e sulle borse dei dottorandi e dei corsisti delle facoltà universitarie di medicina.

IMU
Il punto più atteso riguardava la tassa sugli immobili, da settimane al centro di incertezze e polemiche tra governo centrale ed enti locali. Le aliquote di base erano state fissate dalla prima manovra del governo e i comuni possono aumentarle entro un determinato tetto. Le novità sono che sarà possibile pagare l’imposta sulla prima casa in tre rate (mentre quella sugli altri immobili in due, come previsto). Le scadenze per la prima casa sono 18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre. Nel caso di coniugi separati, prima la tassa doveva essere pagata dal proprietario, ora invece da chi la abita. Le agevolazioni sulla prima casa si applicano per un solo immobile per ogni famiglia. L’imposta si potrà pagare anche alle poste e non solo col modello F24 in banca. Non pagheranno l’IMU gli immobili dichiarati inagibili dopo il terremoto all’Aquila. Resta apparentemente aperto un punto critico: se considerare sfitte le abitazioni lasciate dagli anziani in casa di riposo.

La revisione del catasto
Il governo e i comuni definiranno i valori del nuovo catasto sulla base dei valori medi del mercato immobiliare, basandosi progressivamente sui prezzi di mercato e abbandonando il criterio dei vani a favore dei metri quadri. Valori e rendite saranno periodicamente aggiornati.

Il riordino delle detrazioni
È uno dei punti più rilevanti dell’intera riforma. La delega attribuisce al governo il potere “ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali che appaiono, in tutto o in parte, ingiustificate o superate alla luce delle mutate esigenze sociali ed economiche, o che costituiscono una duplicazione”: si tratta del riordino di detrazioni, sgravi, deduzioni e sconti fiscali che valgono circa 250 miliardi di euro l’anno e dentro i quali, secondo molti, si annidano evasione ed elusione fiscale. Gli sgravi prioritari saranno comunque mantenuti, così come le detrazioni dell’IRPEF. Parliamo dei capitoli “sensibili”: famiglia, salute, ambiente, ricerca, cultura.

Evasione fiscale
L’evasione fiscale sarà monitorata ogni anno allo scopo di stimare il cosiddetto “tax gap”, un dato sull’evasione confrontabile con quello di altri paesi. La delega parla poi di potenziamento degli strumenti di contrasto elettronico all’evasione, dalle banche dati alla tracciabilità.

Energia e tasse
Il governo si impegna a introdurre una tassa sulle emissioni di biossido di carbonio, la cosiddetta carbon tax, alleggerendo invece il peso sulle bollette energetiche dei finanziamenti per le rinnovabili. La delega inoltre riduce le accise sull’energia elettrica per le piccole e medie imprese, nel tentativo di ridurre per loro i costi di produzione.

IRPEF
I lavoratori autonomi, finora soggetti alla doppia tassazione (professionale e individuale), pageranno una sola tassa, l’IRI, Imposta sul Reddito Imprenditoriale, che sostituisce l’IRES. Lo stipendio del proprietario dell’impresa sarà deducibile.

Tasse sul “lusso”
Chi viaggia su aerei privati a noleggio pagherà 100 euro in più sui tragitti inferiori a 1500 chilometri e 200 euro per quelli superiori a 1500 chilometri. Ci sono sconti però per le tasse su aerei privati ed elicotteri varate con la prima manovra del governo Monti.

Pagamenti in contanti
C’è una nuova proroga per il divieto per enti e pubblica amministrazione di fare pagamenti in contanti sopra i 1000 euro, che slitta dal primo giugno al primo luglio (e comunque non riguarderebbe le tredicesime).

Patto di stabilità orizzontale
I comuni “virtuosi” potranno aiutare i comuni in difficoltà per sbloccare parte dei debiti, ottenendo un contributo speciale dallo Stato.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse

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