Mario Vattani non è più il console di Osaka

Il diplomatico italiano accusato di simpatie neofasciste è stato definitivamente richiamato a Roma

Mario Vattani non è più console generale dell’Italia a Osaka, in Giappone. Lo era dal luglio del 2011. Il 29 dicembre 2011 l’Unità aveva pubblicato un’inchiesta di Mariagrazia Gerina che mostrava come Vattani, in Italia, avesse partecipato a eventi organizzati dal centro sociale neofascista CasaPound, cantando in un gruppo musicale, i “Sotto fascia semplice”, con lo pseudonimo di Katanga. I “Sotto fascia semplice” sono stati fondati nel 1996 e hanno pubblicato diversi album di musica “identitaria”, ispirata ai valori dell’estrema destra. Dopo settimane di polemiche il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata aveva parlato di “sanzioni molto pesanti”. Vattani era stato richiamato a Roma, oggi il richiamo è definitivo.

Mario Vattani non è più il console italiano a Osaka. Il diplomatico è stato richiamato ufficialmente e definitivamente in Italia e dovrà tornare in Giappone per il solo disbrigo delle formalità di rientro. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha quindi dato seguito alle sue parole di condanna, pronunciate alla fine di gennaio: “L’apologia del fascismo non è compatibile con il ruolo di servizio allo Stato” né con “la tradizione della diplomazia italiana”, aveva detto. Un commento che sembrava non lasciare alcuna via di scampo al console fascio-rock, rappresentante dallo scorso mese di luglio della Repubblica Italiana a Osaka e nostalgico cantore della Repubblica di Salò sui palchi di CasaPound. Oltre al richiamo, Vattani dovrà anche attendere altri 60 giorni la conclusione del procedimento avviato dalla Commissione di disciplina 1 della Farnesina. Un provvedimento che deve aver spiazzato “Katanga”, questo il nome d’arte del leader della band dei “Sotto fascia semplice”, visto che nella sua memoria difensiva, il diplomatico ha criticato la decisione del ministero di volerlo giudicare per vicende da lui ritenute estranee alla sua attività professionale. In quel documento, Vattani, che per tre anni è stato anche consigliere diplomatico del sindaco Gianni Alemanno, ha rivendicato con orgoglio quello che lui definiva “un eccellente stato di servizio”.

(continua a leggere sul sito di Repubblica)

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