Il console generale di Osaka e il neofascismo

Repubblica racconta gli ultimi sviluppi nella vicenda di Mario Vattani, che un'inchiesta dell'Unità aveva mostrato mentre cantava a un evento organizzato da CasaPound

Mario Vattani, 45 anni, è console generale dell’Italia a Osaka, in Giappone, dal luglio 2011. In precedenza è stato consigliere diplomatico del sindaco di Roma Gianni Alemanno dal 2008 al 2011. Il 29 dicembre 2011 l’Unità pubblicò un’inchiesta di Mariagrazia Gerina che mostrava come, in Italia, avesse partecipato a eventi organizzati dal centro sociale neofascista CasaPound, cantando in un gruppo musicale, i “Sotto fascia semplice”, con lo pseudonimo di Katanga. I “Sotto fascia semplice” sono stati fondati nel 1996 e hanno pubblicato diversi album di musica “identitaria”, ispirata ai valori dell’estrema destra. Oggi Vincenzo Nigro ricostruisce su Repubblica gli ultimi sviluppi del caso, con l’interessamento del ministro degli Esteri Giulio Terzi e la dura presa di posizione contro Vattani di un sindacato di categoria.

I tempi della giustizia amministrativa sono troppo lunghi rispetto all’urgenza politica del caso-Vattani. E soprattutto, come dice un diplomatico, «il carattere “tecnico” del ministro degli Esteri fa credere che una soluzione burocratico-amministrativa possa essere costruita per insabbiare il caso del console italiano ad Osaka».

Il caso è esploso a fine d’anno, quando su Internet ha iniziato a girare il video del console Mario Vattani, 45 anni, figlio dell’ex segretario generale della Farnesina Umberto, che canta una canzone fascista a un festival di “Casa Pound” a Roma. Ieri il ministro Giulio Terzi, fino a poche settimane fa ambasciatore a Washington, ha deciso di non rispondere a una richiesta di commento fattagli da Repubblica. Un suo portavoce ha rimandato al comunicato del 12 gennaio, «in quel comunicato firmato dal segretario generale del ministero Massolo c’è già tutto, i modi in cui è stata avviata la procedura disciplinare e la forte determinazione del ministro Terzi ad esaminare il caso».

«Noi crediamo che non possa esserci nessuna sottovalutazione politica di questa storia», dice Maria Assunta Accili, segretaria del Sindmae, il più importante sindacato dei diplomatici. «I diplomatici italiani hanno giurato sulla Costituzione della Repubblica italiana, e questa è la Repubblica che serviamo: i segnali di Terzi sono importanti». Il Sindmae non è un sindacato di “sinistra”, è l’organizzazione al cui interno anzi sono sempre stati rappresentati soprattutto funzionari di orientamento politico moderato. Ma la Accili ripete che «la gravità di un comportamento che risultasse riconducibile all’apologia di fascismo in luogo pubblico da parte di un alto funzionario dello Stato è tale da non poter essere minimizzata né tralasciata».

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