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  • Mercoledì 15 febbraio 2012

Gli assassini assoldati da Assad?

Il video di un uomo intervistato dalla CNN che dice di essere stato costretto dal regime siriano ad assassinare oppositori e civili

CNN
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Oggi CNN ha pubblicato un video in cui viene intervistato un uomo che dice di essere stato costretto ad agire come killer del regime siriano di Bashar al Assad. L’uomo dice di chiamarsi Sa’er e di essere stati catturato dai ribelli siriani in una località che non è stata specificata dalla CNN per garantire l’incolumità della sua giornalista Arwa Damon, che si trova attualmente in Siria. Sa’er racconta la sua storia, che dice essere comune a quella di altri “mostri”, come li chiama lui, che agiscono per reprimere la rivolta scoppiata nel paese lo scorso marzo.

L’uomo, del quale non sono state specificate informazioni personali (anche in questo caso per ragioni di sicurezza), dice di essere un assassino per conto del regime di Assad e di aver ucciso 60 – 70 persone. Racconta che lavorava come dipendente in un carcere siriano, quando alcuni mesi fa le guardie hanno cominciato a fornire armi a lui e ad altri suoi colleghi e li hanno costretti a “uccidere per non essere uccisi”. Sa’er dice di aver ucciso “persone disarmate”, di essere stato costretto dai militari con le pistole puntate “a tagliare la gola di un uomo” catturato dalle forze di sicurezza. Inoltre, Sa’er dice che per ogni “missione”, ossia ogni spedizione punitiva, si viene pagati fino a 500 dollari, più o meno il salario mensile medio in Siria. Infine, Sa’er dice che Assad ha trasformato molte persone come lui in “mostri” al suo servizio, che “ucciderebbero anche i loro padri”.

Oggi il presidente Bashar al-Assad ha annunciato che il 26 febbraio si terrà un referendum popolare per approvare una nuova costituzione. L’opposizione ha risposto che rifiuterà ogni dialogo con il regime se prima Assad non fermerà gli attacchi contro gli oppositori e i civili che sono continuati nelle ultime ore a Homs e Hama (le due roccaforti dei ribelli). Sempre oggi, secondo l’agenzia di stampa ufficiale SANA, un oleodotto a Homs sarebbe stato attaccato da “terroristi”. Gli attivisti hanno detto che invece sarebbero stati i soldati ufficiali ad aver fatto esplodere un suo tratto.