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  • domenica 5 Febbraio 2012

Le foto degli scontri al Cairo

Proseguono ormai da quattro giorni - 12 morti - e sempre per la strage di Port Said

Da quattro giorni proseguono gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Egitto dopo la strage di Port Said, dove mercoledì scorso sono morte almeno 72 persone dopo la partita di calcio tra Al-Masry e Al-Ahly. Nella notte ci sono stati disordini nel centro del Cairo e anche ad Alessandria, dove ci sarebbero diversi feriti. Al Cairo c’è ancora oggi un presidio di manifestanti in via Mohamed Mahmoud, vicino a piazza Tahrir, dove di tanto in tanto le forze dell’ordine schierate per disperdere la folla sparano gas lacrimogeni ma anche, secondo alcune testimonianze via Twitter, proiettili di gomma. Le strade che portano al ministero dell’Interno sono bloccate. Ieri nella capitale è stato incendiato il palazzo dell’Agenzia delle Entrate egiziana, che si trova a pochi metri dal ministero degli Interni e piazza Tahrir. Il bilancio degli scontri degli ultimi giorni è di 12 morti e oltre 2.500 feriti, alcuni di questi in condizioni molto gravi.

I manifestanti protestano contro la polizia, colpevole secondo loro di non aver fatto nulla per evitare la strage di Port Said, e contro il governo della giunta militare, che di fatto governa il paese dopo la caduta dell’ex dittatore Hosni Mubarak. Secondo alcuni attivisti e testimoni i tifosi dell’Al-Masry sarebbero stati fatti entrare allo stadio mercoledì deliberatamente con coltelli e bastoni. Il Barcellona e i suoi tifosi ieri sera, prima dell’inizio della partita contro la Real Sociedad valida per il campionato spagnolo di calcio, hanno voluto commemorare così i morti della strage di Port Said.

Da alcuni giorni, inoltre, sono aumentati vistosamente gli episodi di furti e violenza al Cairo, il che, secondo alcuni manifestanti, sarebbe una precisa strategia dei militari per non rinunciare allo stato di emergenza revocato recentemente, anche se solo in maniera parziale. Oggi, intanto, c’è stata un’altra esplosione, la dodicesima dalla caduta di Mubarak, che ha danneggiato il gasdotto Al-Arish – Askelon (deviazione dell’Arab Gas Pipeline) che rifornisce Israele.

foto: KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images