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  • sabato 27 Agosto 2011

E la Somalia?

Che cosa c'è da sapere sulla più grande crisi umanitaria degli ultimi tempi, che continua anche oggi con migliaia di morti per la carestia

La crisi umanitaria in Somalia prosegue da molte settimane e sta colpendo milioni di persone, causando migliaia di morti. Complici gli sviluppi della guerra in Libia e i disastri naturali negli Stati Uniti, l’attenzione nei confronti della carestia è però diminuita enormemente negli ultimi giorni e le notizie sulla Somalia sono gradualmente scomparse dalle prime pagine dei giornali e dagli altri mezzi di comunicazione. Mentre ci occupavamo di altro,  le cose non sono per niente migliorate.

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La carestia
Un prolungato periodo di siccità, il peggiore negli ultimi 60 anni, sta colpendo l’Africa Orientale da diverse settimane, causando una carestia in una delle aree più povere del mondo che interessa circa 12 milioni di persone in Etiopia, in Kenya e soprattutto in Somalia. Le scarse piogge hanno portato alla morte del bestiame e delle coltivazioni di pastori e contadini, oltre a un grande aumento dei prezzi per i pochi beni ancora disponibili. Secondo un rapporto rilasciato negli ultimi giorni dall’agenzia governativa statunitense USAID, le scarse precipitazioni continueranno ancora per molti mesi, e le popolazioni locali saranno in pesante difficoltà fino al raccolto dell’agosto 2012.

Lo scorso 20 luglio le Nazioni Unite hanno dichiarato ufficialmente l’emergenza alimentare in due province della Somalia meridionale (successivamente estesa ad altre tre). L’ONU dichiara formalmente una carestia quando viene verificato che in una certa area del mondo un bambino su tre è malnutrito e che ogni giorno un bambino su 2.500 muore per la fame. Le carestie vengono dichiarate con molta cautela: questa è la prima volta che accade nel XXI secolo. In Somalia non accadeva dal 1992.

La situazione è particolarmente drammatica nelle zone a sud e a est della capitale Mogadiscio, come mostra la mappa diffusa dall’USAID e aggiornata al 25 agosto. La popolazione delle zone più colpite cerca di spostarsi verso la capitale e verso i campi profughi poco oltre il confine, e le difficili condizioni igieniche aiutano la diffusione del colera: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, più di 180 persone sono morte per la malattia in un ospedale di Mogadiscio, e il rischio di un’epidemia è ritenuto molto alto.

Gli aiuti
Le Nazioni Unite hanno definito quello che sta avvenendo nella regione del Corno d’Africa “la peggior catastrofe umanitaria del mondo in corso”. Le vittime sono già state decine di migliaia, per la maggior parte bambini. Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite sta attualmente fornendo cibo a 1,6 milioni di cittadini kenioti, a 530.000 rifugiati arrivati nel paese. In Somalia, le organizzazioni di soccorso raggiungono attualmente 1,77 milioni di persone, meno della metà dei 3,7 milioni che si stima abbiano bisogno di aiuto. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha iniziato a distribuire razioni di emergenza valide per tre mesi a più di un milione di persone nella Somalia centrale e meridionale.

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