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  • Mercoledì 13 luglio 2011

Prosegue la tensione in Egitto

Quinto giorno di manifestazioni contro governo e militari, il vicepremier dà le dimissioni

Migliaia di manifestanti in Egitto hanno marciato ieri verso il palazzo del governo al Cairo chiedendo le dimissioni della giunta militare che guida di fatto il paese dalla caduta del regime di Hosni Mubarak. Le proteste iniziate venerdì scorso e che hanno portato a nuove occupazioni di piazza Tahrir sono cresciute notevolmente negli ultimi giorni. I manifestanti chiedono processi immediati contro Mubarak e i suoi figli e contro tutti gli uomini del ministero dell’Interno accusati di avere ordinato la repressione della rivolta popolare di gennaio. «La giunta militare si comporta come il vecchio regime», ha detto ad Al Jazeera una delle persone che hanno partecipato alla protesta di ieri.

Il processo contro Mubarak, ufficialmente ricoverato in un ospedale di Sharm El Sheik, dovrebbe iniziare il prossimo 3 agosto. Il primo ministro Essam Sharaf ha cercato di placare le proteste di questi giorni promettendo un rimpasto di governo entro il 17 luglio, ma per i manifestanti non è abbastanza, anche se ieri sono arrivate le dimissioni del vicepremier Yehia el Gamal. Mentre l’ex primo ministro del governo Mubarak Ahmed Nazif è stato condannato a un anno di carcere e altri due ministri del regime sono stati condannati per frode. «C’è ancora una grande distanza tra la realtà e la rapidità di cambiamento che la rivoluzione chiedeva», ha detto Amr Moussa, l’ex ministro degli Esteri del governo Mubarak che al momento è il candidato con le maggiori possibilità di vincere le prossime elezioni. Ma dai militari ieri è arrivata una nuova dichiarazione di appoggio al governo e di rifiuto di tollerare disordini.