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Eco contro D’Alema

C'è un nome da aggiungere agli sconfitti delle ultime elezioni amministrative, scrive Umberto Eco su Repubblica

Oggi su Repubblica c’è un testo di Umberto Eco che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Alfabeta2. Si parla delle ultime elezioni amministrative e di come, secondo Eco, Massimo D’Alema sia da aggiungere alla lista degli sconfitti.

È ancora materia di discussione chi siano stati i veri vincitori delle elezioni comunali, specie a Milano e Napoli. Quello che non ci si è chiesti abbastanza è chi siano gli sconfitti, perché ci si è arrestati all´evidenza più immediata, e cioè che chi ha subito la “sberla” sono stati Berlusconi e Bossi, il che è innegabile. Ma c´è qualcun altro che, se non sconfitto, dovrebbe sentirsi messo in causa dal risultato delle amministrative. o ritengo che sia stato messo in causa, almeno come rappresentante eminente di una tendenza, Massimo D´Alema. È indiscutibile che terremoti elettorali come quelli scatenati da Pisapia o De Magistris non avrebbero potuto verificarsi se in campo fossero scesi solo i partiti tradizionali della sinistra. Essi non si sono certamente sottratti alla battaglia, ma intorno a loro si sono formati comitati sorti quasi spontaneamente, e non solo rappresentati da giovani – anche se i giovani sono stati una delle sorprese più gradite di questa vittoria, e bastava essere in piazza del Duomo a Milano la sera del 30 maggio per avvertire questo nuovo clima. Si sono aggregati, talora in forma disorganica, varie altre rappresentanze della società, dalla sinistra radicale agli elementi della borghesia cosiddetta illuminata e talora di quel mondo politico che era stato tempo fa espressione della migliore Democrazia Cristiana. Insomma, si è formato un paesaggio di difficile definizione geografica ma che, secondo le definizioni correnti, si può intendere come espressione della società civile – che in un momento di urgenza si è riconosciuta come comitato di salute pubblica, superando molte differenze di linea “partitica”.

(continua a leggere sul sito di Libertà e Giustizia)

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