Il berlusconismo che ha vinto i referendum

Giuseppe De Rita dissente dagli entusiasmi e dalle sorprese sui risultati dell'ultimo voto

Il direttore del Censis Giuseppe De Rita è autore di un fondo in prima pagina sul Corriere della Sera di oggi che valuta sotto una prospettiva più disincantata i risultati dei referendum.

Molti sono rimasti sorpresi ed entusiasti del successo della recente consultazione referendaria. Pur esprimendo i dovuti riconoscimenti al civismo di chi ha promosso la chiamata alle urne, non riesco però a collocarmi sulla stessa frequenza emotiva: perché il risultato era scontato, e il vento referendario era incontrastabile.
A parte la diffusa voglia di aiutare nella discesa il berlusconismo, la maggior parte degli italiani infatti aveva e ha paura di una catastrofe nucleare «dentro casa»; aveva e ha la convinzione quasi teologica che l’acqua è dono divino e bene di tutti; aveva e ha la rabbiosa volontà di negare ai politici la possibilità di scapolare i processi. L’onda dell’opinione è andata quindi avanti senza incontrare resistenza; e la dimensione quasi totalitaria di «sì» sta a dimostrare che non c’è stata dialettica di pensieri, ma solo globale e unidirezionale vento d’opinione.

(Continua a leggere sulla rassegna stampa del Ministero delle Finanze)

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