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Cosa c’è nei programmi di Pisapia e Moratti

Una sintetica rassegna della Stampa sui temi più contestati

Sulla Stampa di oggi Marco Alfieri mette a confronto i programmi elettorali dei due candidati al ballottaggio milanese di domenica prossima sui temi più contestati degli ultimi giorni.

In teoria alle amministrative si vota per chi ti organizza il servizio idrico, la spazzatura, i trasporti urbani, gli asili nido, la sicurezza, il verde pubblico, le biblioteche civiche e gli spazi ricreativi. Cose concrete, quotidiane. Anche in realtà come Milano. Eppure questi sono giorni di ordalia: effetti speciali e bieche caricature, ben oltre la tradizionale propaganda. Dovendo inseguire il rivale, è soprattutto il centrodestra che attacca le ricette di Giuliano Pisapia. Ma cosa c’è scritto davvero nei programmi dei candidati a sindaco di Milano, nei punti più caldi sollevati in vista del ballottaggio?

Nomadi

Per Pdl e Lega se Pisapia vincesse trasformerebbe Milano «in una zingaropoli islamica». Di nomadi il programma dell’avvocato parla nel capitolo «Immigrazione non è illegalità. Il laboratorio di via Padova». L’esperienza dei campi rom viene definita «negativa». Da superare. Per questo «il problema della casa può essere affrontato guardando alle esperienze di autocostruzione» sperimentate nella democratica Torino e nella leghista Verona e cofinanziate dall’attuale ministero del Lavoro. Il programma di Letizia Moratti punta invece «sull’azzeramento dei campi irregolari», ma quelli «regolari messi in sicurezza e ridotti» rimarrebbero.

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