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  • venerdì 20 Maggio 2011

La complicata storia di DSK

Le cose da sapere per capire lo psicodramma che ha sequestrato i media francesi

Ieri Dominique Strauss-Kahn è stato ufficialmente incriminato dalla giuria di New York, ma verrà rilasciato dopo aver pagato una cauzione di un milione di dollari. L’ormai ex capo del Fondo Monetario Internazionale rimane comunque obbligato a risiedere a New York e ad avere la sorveglianza di una guardia armata (a sue spese), oltre ad un braccialetto elettronico antievasione. La sua storia sta occupando spazi enormi sui media francesi e sostanziosi anche su quelli americani: in Francia sembra in corso una specie di psicodramma nazionale, a vedere le homepage e i giornali. In Italia l’interesse è disegualmente distribuito tra gli addetti alla politica internazionale e la stragrande parte delle persone che non sapevano niente di DSK – come lo chiamano in Francia – e niente ne avrebbero saputo fino alla sua prevista candidatura alle prossime presidenziali francesi.

Chi è DSK
Dominique Strauss-Kahn (si pronuncia stroscàn) ha 62 anni ed è nato il 25 aprile 1949 in un sobborgo di Parigi, Neully-sur-Seine, da due genitori di origini ebraiche. Suo padre Gilbert era un avvocato e un membro della più grande e antica organizzazione massonica francese, il Grande Oriente di Francia; sua madre, Jacqueline Fellus, era una giornalista di origini tunisine. DSK ha fatto studi economici e giuridici in alcune delle migliori scuole francesi, tra cui l’École des Hautes Études Commerciales (HEC) parigina e la celebre facoltà di Sciences Po, dove oggi è professore ordinario di macroeconomia.

(Pool/Getty Images)

La sua attività politica si è svolta per un breve periodo nel partito comunista francese, ma dalla metà degli anni Settanta entrò a far parte del Partito Socialista e si avvicinò a Lionel Jospin, che diventò segretario del partito nel 1981 quando Mitterrand venne eletto presidente della repubblica, una storica vittoria per i socialisti francesi. DSK entra in parlamento per la prima volta, come deputato, nel 1986, e cinque anni più tardi gli viene affidato il suo primo incarico di governo, quello di Ministro dell’Industria e del Commercio.

Alle elezioni legislative del 1993, però, il Partito Socialista subisce una sconfitta pesante alle elezioni e anche DSK non viene rieletto. Ma ha uno studio legale privato, concorre all’elezione di segretario del PS (e perde) e le sue conoscenze negli ambienti economici ed industriali francesi lo fanno diventare vicepresidente del “Cercle de l’industrie”, che riunisce molti dirigenti delle grandi società francesi per creare un gruppo di pressione sulle istituzioni europee di Bruxelles, in difesa degli interessi dell’industria francese. Nel 1995 diventa sindaco della cittadina di Sarcelles, circa 15 km a nord di Parigi.

Nel 1997 il suo “padrino” politico, Lionel Jospin, diventa primo ministro e lo nomina ministro dell’Economia. Per la Francia è un momento importante: i conti pubblici devono essere messi in ordine per entrare a far parte dell’euro; si avvia un processo di massicce privatizzazioni di diverse grandi aziende statali per adeguarsi alle leggi europee sulla concorrenza; viene approvata una importante riforma del mercato del lavoro, che abbassa il limite massimo di ore lavorative settimanali dalle 39 precedenti a 35, in cambio di una maggiore flessibilità di orario. In tutti questi processi DSK svolge un ruolo di primo piano, a volte con qualche attrito con i colleghi di governo come il ministro del lavoro Martine Aubry. Una serie di inchieste sul suo passato di avvocato d’affari e alcuni scandali che coinvolgono il mondo finanziario francese lo costringono alle dimissioni nel novembre del 1999. Nell’arco di pochi mesi tutte le inchieste si concluderanno nel nulla.

Nel 2002 la situazione politica francese cambia di nuovo: Jacques Chirac è diventato presidente della repubblica e la maggioranza parlamentare è dell’UMP, il partito di centrodestra da cui proviene l’attuale presidente Sarkozy. DSK ha un ruolo di primo piano nell’opposizione e guida una corrente “di destra” del Partito Socialista. Va incontro a qualche sconfitta: si impegna in prima persona perché la Francia voti “sì” al referendum sulla Costituzione Europea (vincerà il “no” con il 54%) e perde malamente le primarie del partito, contro Ségolène Royal, per il ruolo di candidato del PS alle presidenziali successive. Nel settembre 2007, sostenuto tra gli altri da Romano Prodi e dal neopresidente francese Nicolas Sarkozy, Dominique Strauss-Kahn è nominato direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, la carica da cui si è dimesso mercoledì.

Il suo ruolo politico, fino a ieri
Strauss-Kahn è uno degli uomini politici divenuti di primo piano durante gli anni Novanta, gli anni d’oro del socialismo francese con la presidenza Mitterrand. Dopo la vittoria di Sarkozy, la nomina a capo del FMI fu considerata come una vittoria della diplomazia francese ed europea e come una “pensione dorata” in attesa di tempi migliori per il partito socialista: la vicinanza alle maggiori autorità internazionali e le attestazioni di stima per il suo operato al FMI contribuivano ad aumentare il suo prestigio in patria e ad accreditarlo come uno statista apprezzato. Un’analisi di Le Monde parla del Fondo Monetario Internazionale come di un organismo in piena crisi di credibilità e finanziaria nel 2007, e di come la direzione di DSK l’abbia riportato in pochi anni a essere «nuovamente utile».

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