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  • giovedì 12 Maggio 2011

I candidati alle primarie repubblicane

Chi sono i politici americani che vogliono sfidare Obama alle presidenziali del 2012

di Francesco Costa

Il 6 novembre del 2012 gli Stati Uniti eleggeranno il loro presidente. Il calendario elettorale negli Stati Uniti è fisso, non esistono le elezioni anticipate: questo permette ai partiti di organizzarsi per tempo e ai candidati di programmare con largo anticipo le loro campagne elettorali. Ogni partito negli Stati Uniti è tenuto dalla legge a scegliere il proprio candidato con le elezioni primarie, che non si tengono in tutto il Paese nello stesso giorno bensì in molte diverse giornate sparpagliate lungo sei o sette mesi (e con regolamenti diversi da Stato a Stato, spesso). Il candidato del Partito Democratico sarà il presidente uscente Barack Obama: anche lui dovrà sottoporsi alle elezioni primarie ma, come accade quasi sempre con i presidenti uscenti, sarà un rito praticamente simbolico, senza candidati di rilievo. Il candidato del Partito Repubblicano, invece, sarà scelto con delle elezioni primarie vere: molti candidati sono già in campo, vediamo chi sono.

Tim Pawlenty
Cinquant’anni, è stato un popolare e apprezzato governatore del Minnesota dal 2003 fino a gennaio di quest’anno. Era tra i possibili candidati alla vicepresidenza nel 2008, poi McCain scelse al suo posto Sarah Palin. Ha la fama di essere un tipo concreto e pragmatico e negli ultimi anni è stato attento a non farsi nemici tra i tea party senza per questo abbracciare la loro retorica urlata e catastrofista. Il suo punto di forza è rappresentato dalla cura con cui pare aver pianificato la sua candidatura: è stato il primo a candidarsi in una gara in cui l’organizzazione conta moltissimo. Il suo punto debole è il sostegno che diede, qualche anno fa, a una proposta di tassazione delle emissioni di anidride carbonica: una legge condivisa e promossa da Obama che sarà poi affondata dalla netta opposizione del suo partito. Lui si è già scusato, ha detto di avere commesso un errore e che ora ha cambiato idea. I suoi spot sembrano girati dal regista di 2012, ritmo serrato e toni apocalittici, forse per supplire al fatto che non è esattamente un trascinatore di folle.

Mitt Romney
Ha fatto il governatore di uno Stato di grande tradizione democratica, il Massachusetts, dal 2003 al 2007. In un’altra epoca questo sarebbe stato il curriculum del candidato perfetto ma da tempo il panorama politico è polarizzato al punto che i repubblicani moderati non hanno vita facile. Specie se, come è il caso di Romney, fanno di tutto per fare goffamente dimenticare il loro passato: da governatore del Massachusetts, infatti, Romney fu promotore di una riforma sanitaria molto simile a quella poi voluta da Obama, che per i repubblicani è il male assoluto. In generale, Romney ha la fama di essere uno che cambia idea molto spesso, secondo come gira il vento: “se solo credesse in qualcosa, sarebbe una forza”, scrisse di lui l’Economist nel 2008, “ma purtroppo le sue idee politiche sembrano cambiare secondo il pubblico che si trova di fronte”. Altre tre cose da sapere: è ricchissimo, è mormone e nel 2008 si era già candidato alle primarie. Fu sconfitto malamente da McCain.

Newt Gingrich
Ha 67 anni, è molto di destra e si è candidato ufficialmente ieri. Il suo nome è legato a una delle più grandi vittorie della storia recente dei repubblicani: la conquista della maggioranza alla Camera nel 1994, dopo quarant’anni di maggioranza democratica. Quell’esperienza, però, fini malissimo: lo scontro sul bilancio con l’amministrazione Clinton e il blocco del governo che si rivelò essere un disastro per il gradimento degli elettori nei confronti dei repubblicani. In un paese particolarmente attento alle vicende private dei propri politici, Gingrich ha avuto situazioni sentimentali decisamente complicate. La sua prima moglie era la sua insegnante di geometria del liceo, lui aveva 19 anni e lei 26: l’ha lasciata dopo quasi vent’anni di matrimonio mentre lei era in cura per un tumore e lui aveva da tempo una relazione con un’altra donna, che sposò sei mesi dopo il divorzio. A metà degli anni Novanta, mentre cercava di abbattere Clinton per via dello scandalo Lewinsky, venne fuori che aveva una relazione con una stagista 23 anni più giovane di lui. Nel 2000 lasciò la sua seconda moglie e sposò la stagista, Callista Bisek, che è attualmente sua moglie. Un po’ troppo casino per uno che vuole fare il presidente degli Stati Uniti. Gingrich però è forse l’unico candidato a essere gradito sia dai tea party che dall’establishment del partito: va tenuto d’occhio.

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