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  • mercoledì 11 Maggio 2011

La vita del controllore di volo

Turni intensi e poco personale: un controllore di volo statunitense spiega perché il mestiere è così difficile

Nell’ultimo mese e mezzo, cinque controllori di volo negli Stati Uniti si sono addormentati sul posto di lavoro, perdendo in alcuni casi le chiamate e le segnalazioni dei piloti che fanno affidamento sulle loro indicazioni per volare in condizioni di sicurezza. Ad aprile, invece, un errore di un controllore di volo ha causato un eccessivo avvicinamento dell’aeroplano su cui si trovava la first lady, Michelle Obama, a un aereo cargo dell’esercito. La scorsa settimana un problema tecnico ha mandato in tilt il centro di controllo aereo di Houston in Texas, causando decine di ritardi.

I recenti problemi per la sicurezza dell’aviazione civile hanno spinto le autorità statunitensi a aumentare la presenza dei controllori di volo, stabilendo che nei turni notturni dovranno esserci almeno due persone per ogni centro di controllo. Un simile provvedimento veniva richiesto da tempo dai controllori di volo, che segnalano però come la nuova decisione non sia sufficiente per migliorare la sicurezza nei cieli americani.

Attualmente negli Stati Uniti sono impiegati 15.700 controllori di volo, ma il turnover è molto alto, spiega Josh Harkinson sul sito della rivista liberal Mother Jones. Negli ultimi cinque anni 7.600 controllori di volo hanno abbandonato il lavoro o sono andati in pensione (il limite massimo per la professione è di 56 anni di età). Lo scorso anno, più di un quarto dei controllori di volo non erano di ruolo.

Harkinson ha intervistato un controllore di volo con più di vent’anni di servizio, Steven Wallace, che oggi lavora in un aeroporto di Miami. Le difficoltà del suo lavoro sono parecchie, ha spiegato: il traffico aereo è in aumento, il personale è perennemente insufficiente e lo stress è altissimo. I computer hanno migliorato la situazione, ma il ruolo dei controllori umani è ancora fondamentale, perché anni di esperienza riescono a prevedere che una situazione diventerà complicata con netto anticipo rispetto ai programmi informatici. Se un controllore è stanco, e vuole aumentare la distanza tra due aerei in arrivo per prendersela un po’ più comoda, la sua decisione può costare a una compagnia aerea centinaia di dollari: e qualcuno potrebbe chiedergliene conto.

L’orario settimanale di Steven Wallace alterna turni di giorno, dalle sei di mattina alle due del pomeriggio, e turni di notte, dalle 10 di sera alle sei di mattina. Difficile mantenere una vita sociale o avere degli hobby con questi ritmi, e Wallace dice che negli anni ha visto parecchi suicidi e parecchie morti improvvise, per colpa dello stress di dover prendere migliaia di decisioni ogni giorno.

Lo stress si fa sentire sul corpo. Quando mio padre si ritirò a più di cinquant’anni, sembrava che ne avesse novanta. Io ne ho solo 45, e quando incontro i miei vecchi amici mi dicono cose come «Da lontano sembri in forma, ma quando ti vedo da vicino…». Questo mi dà fastidio perché amo il mio lavoro, e ho preso l’impegno di andare avanti fino alla pensione, o almeno spero. Ma a che prezzo?

foto: AP Photo/Mark J. Terrill, File